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Panico alla Coop: è arrivato
l'euro
Quattro minuti e trenta secondi.
Questo è il tempo impiegato da due donne arabe, chador scarpe
da ginnastica e tre figli al seguito, per pagare la loro spesa
in euro. O meglio, per fingere di pagare la spesa in euro
perché oggi, 15 novembre, a Malnate quelle alla cassa della
Coop erano solo prove tecniche di acquisti con le nuove
banconote. La spesa poi la si doveva pagare in lire sonanti.
Ma è stato un esperimento interessante, un modo per tastare
il polso della situazione a 46 giorni dall'introduzione della
moneta unica; uno spaccato di quello che accadrà allo
scoccare della fatidica ora quando la cassiera non dirà più
«mi deve 28.500 lire» ma «sono 14 euro e 72 centesimi».
Oggi, fatta la spesa, si
poteva ancora scegliere se mettersi alla prova oppure pagare
con il metodo tradizionale e in molti sono
"fuggiti". Ad attendere i clienti alla cassa numero
5 della Coop non c'era solo Vanessa, una cassiera gentile e
molto preparata, ma anche un impiegato della Banca Intesa che
assisteva i più temerari.
Letto il codice a barre dei prodotti la cassiera dava la cifra
in euro e i clienti dovevano utilizzare finte banconote per
pagare. In pochi, davvero in pochi, non hanno avuto nessun
tipo di esitazione per tutti gli altri è stato tutto un
tentare fino a quando non arrivavano alla cifra esatta. E
intanto la coda alla cassa cresceva.
Non è difficile credere che quello che si è visto oggi alla
Coop di Malnate sarà ciò che accadrà il 3 gennaio, con
un'aggravante: si potrà ancora pagare il lire e si riceverà
il resto in euro. Leggi, traduci, controlla il resto e il
tempo passa.
Oggi tutti erano sorridenti, scherzavano sulle proprie paure e
incertezze ma quando poi si tratterà di fare sul serio e i
minuti per fare la spesa saranno contati, è certo che si
riderà meno.
Poco disponibili a tentare l'esperimento i giovani, più
curiose le signore di mezza età consapevoli, forse, che
saranno loro ad essere messe subito alla prova.
Ma ci sono già i primi della classe: sono gli svizzeri. Oggi
non hanno avuto un momento di esitazione davanti a centesimi
minuscoli, molto simili al loro mezzo franco.
Ma una soluzione alla fine esiste, e anche l'impiegato di
Banca Intesa, dopo le spiegazioni di rito, la proponeva come
l'asso nella manica, un asso che si chiama bancomat. Il trucco
è usarlo un po' di più, almeno fino a quando l'euro non sarà
entrato nelle nostre teste oltre che nelle nostre tasche.
Roberta
Bertolini
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