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A due mesi dall'euro, a che
punto sono le imprese europee
A soli due
mesi dall'introduzione dell'euro, la Camera di Commercio di
Milano, in collaborazione con le altre Camere di Commercio del
Club Grandi Camere, ha presentato, durante il Convegno
"Nell'era dell'Euro: cosa cambia per le imprese europee
" tenutosi al palazzo Affari al Giureconsulti di Milano,
i risultati di un sondaggio condotto su un campione di imprese
operanti nelle città di Milano, Parigi, Madrid e Francoforte,
risultati che rappresentano un punto di partenza per
un'analisi approfondita di quelli che saranno gli scenari
futuri. Da una visione d'insieme dei dati emerge un generale
ottimismo: le imprese, infatti, non appaiono particolarmente
preoccupate dalla modifica della moneta: al contrario,
considerano l'euro una significativa opportunità di scambio,
di sviluppo e di crescita economica e professionale.
Per quel che
riguarda il campione italiano la ricerca ha messo in evidenza
che l'80% circa degli intervistati assicura che il processo di
adeguamento all'euro della propria struttura si concluderà
entro la fine dell'anno e il 2002 non li vedrà impreparati;
solo il 12,4 %' delle società rimanda al 2002 le pratiche per
l'adeguamento. Ciò dimostra che. nonostante le difficoltà
all'adeguarnento, la necessità di farsi trovare pronti
all'Euro è stata recepita. Considerando il trend di crescita
percentuale, le aziende hanno scelto gli ultimi mesi del 2001
per effettuare il passaggio alla moneta unica.
Un passaggio
che in Italia deve ancora essere effettuato da numerose
aziende, poiché, ad oggi, solo il 32 % delle Spa e il 16%
delle srl italiane ha convertito il capitale, con una notevole
ifferenza tra nord e sud del paese: se si confrontano i dati
delle singole provincie italiane, Bari, Napolí e Palermo sono
le province con la più bassa percentuale di aziende
convertite, mentre Torino, Bologna, Vicenza e Milano, le
province con il numero di aziende più preparate alla Nuova
Moneta. Nonostante ciò a Milano, a solo 60 giorni dalla
scadenza, sono ancora 76.154 (il 40% del totale), 556.407 in
Italia, le aziende milanesi - sia Srl, sia Spa - che devono
ancora convertire il proprio capitale sociale.
Tra i paesi
considerati, le aziende spagnole sembrano essere quelle più
attente e pronte al passaggio, piú caute le aziende tedesche
ed italiane, che riservano nell'euro importanti aspettative.
La maggior parte delle imprese milanesi comunque, quasi il
70%, ritiene il passaggio alla moneta unica un problema
risolvibile in breve tempo, mentre solo il 13% la ritiene una
questione rilevante, costosa e di importanza strategica.
Certamente l'adeguamento ha comportato alcuni costi,
soprattutto relativi all'aggiornamento del software, e non
mancherà di produrre conseguenze significative sulla
determinazione dei prezzi e sul sistema contabile. Per le
aziende italiane, la conseguenza che preoccupa maggiormente è
costituita dalla contabilità e a seguire dalla determinazione
dei prezzi che riguardano rispettivamente il 32%, e il 29%
delle aziende.
Dall'analisi
dei risultati del questionario emerge infine il rapporto di
fiducia e collaborazione che esiste tra gli imprenditori
milanesi e Camera di commercio, visto che il 70% degli
intervistati ha valutato positivamente l'impegno realizzato a
Milano. Consapevole di tale esigenza, al fine di facilitare la
conversione e supportare le aziende m nel passaggio ad nuova
realtà economica, la Camera di Commercio di Milano da tempo
ha attivato una serie di attività di comunicazione. Dal mese
di giugno 2001 sono infatti attivi, 24 ore su 24, il servizio
"Pronto Euro 840 500 700 " e il sito
"euro.mi.camcom.it".
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