Notizia del 25/07/07 delle ore 12.57.41

A due mesi dall'euro, a che punto sono le imprese europee

A soli due mesi dall'introduzione dell'euro, la Camera di Commercio di Milano, in collaborazione con le altre Camere di Commercio del Club Grandi Camere, ha presentato, durante il Convegno "Nell'era dell'Euro: cosa cambia per le imprese europee " tenutosi al palazzo Affari al Giureconsulti di Milano, i risultati di un sondaggio condotto su un campione di imprese operanti nelle città di Milano, Parigi, Madrid e Francoforte, risultati che rappresentano un punto di partenza per un'analisi approfondita di quelli che saranno gli scenari futuri. Da una visione d'insieme dei dati emerge un generale ottimismo: le imprese, infatti, non appaiono particolarmente preoccupate dalla modifica della moneta: al contrario, considerano l'euro una significativa opportunità di scambio, di sviluppo e di crescita economica e professionale.

Per quel che riguarda il campione italiano la ricerca ha messo in evidenza che l'80% circa degli intervistati assicura che il processo di adeguamento all'euro della propria struttura si concluderà entro la fine dell'anno e il 2002 non li vedrà impreparati; solo il 12,4 %' delle società rimanda al 2002 le pratiche per l'adeguamento. Ciò dimostra che. nonostante le difficoltà all'adeguarnento, la necessità di farsi trovare pronti all'Euro è stata recepita. Considerando il trend di crescita percentuale, le aziende hanno scelto gli ultimi mesi del 2001 per effettuare il passaggio alla moneta unica.

Un passaggio che in Italia deve ancora essere effettuato da numerose aziende, poiché, ad oggi, solo il 32 % delle Spa e il 16% delle srl italiane ha convertito il capitale, con una notevole ifferenza tra nord e sud del paese: se si confrontano i dati delle singole provincie italiane, Bari, Napolí e Palermo sono le province con la più bassa percentuale di aziende convertite, mentre Torino, Bologna, Vicenza e Milano, le province con il numero di aziende più preparate alla Nuova Moneta. Nonostante ciò a Milano, a solo 60 giorni dalla scadenza, sono ancora 76.154 (il 40% del totale), 556.407 in Italia, le aziende milanesi - sia Srl, sia Spa - che devono ancora convertire il proprio capitale sociale.

Tra i paesi considerati, le aziende spagnole sembrano essere quelle più attente e pronte al passaggio, piú caute le aziende tedesche ed italiane, che riservano nell'euro importanti aspettative. La maggior parte delle imprese milanesi comunque, quasi il 70%, ritiene il passaggio alla moneta unica un problema risolvibile in breve tempo, mentre solo il 13% la ritiene una questione rilevante, costosa e di importanza strategica. Certamente l'adeguamento ha comportato alcuni costi, soprattutto relativi all'aggiornamento del software, e non mancherà di produrre conseguenze significative sulla determinazione dei prezzi e sul sistema contabile. Per le aziende italiane, la conseguenza che preoccupa maggiormente è costituita dalla contabilità e a seguire dalla determinazione dei prezzi che riguardano rispettivamente il 32%, e il 29% delle aziende.

Dall'analisi dei risultati del questionario emerge infine il rapporto di fiducia e collaborazione che esiste tra gli imprenditori milanesi e Camera di commercio, visto che il 70% degli intervistati ha valutato positivamente l'impegno realizzato a Milano. Consapevole di tale esigenza, al fine di facilitare la conversione e supportare le aziende m nel passaggio ad nuova realtà economica, la Camera di Commercio di Milano da tempo ha attivato una serie di attività di comunicazione. Dal mese di giugno 2001 sono infatti attivi, 24 ore su 24, il servizio "Pronto Euro 840 500 700 " e il sito "euro.mi.camcom.it".