Notizia del 25/07/07 delle ore 12.57.40

Prove di euro ai grandi magazzini 

Per impratichirsi con l'Euro si può cominciare a fare un salto ai grandi magazzini. Più precisamente, ad esempio, al negozio Coin: con tre piani e un seminterrato nel bel mezzo di Varese, il grande magazzino ha per primo in città varato una iniziativa che può avere effetti notevoli sia sui clienti sia sul mercato commerciale circostante.

Dall'inizio della stagione autunno inverno 2001-2002, i prezzi in etichetta nel grande negozio che ha la sua sede principale a Mestre sono primariamente in euro, privilegiando perciò l'assenza di virgole e la semplicità delle cifre, e solo secondariamente in lire, con prezzi dove quindi possono risultare cifre poco commerciali, fino all'unità. Una iniziativa nazionale che però, nella città giardino, rappresenta il primo caso di commercio in euro, così come avverrà più massicciamente a partire dall'inizio dell'anno prossimo. 

Non tutto è ancora a regime - praticamente tutta la profumeria del negozio di via Veneto 14 esprime ancora i prezzi prima in lire e poi in euro, mentre parte dei prezzi in altri reparti sono sì principalmente in euro, ma "tarati" ancora su prezzi in lire - ma malgrado ciò, o forse anche grazie a questa necessaria varietà di valute, l'effetto "mi tocca pensare in euro" è immediato ma non traumatico. 

Così, può capitare di considerare l'acquisto dei Chinos della Avirex a 75 euro (cioè a 145.220 lire), oppure di un paio di calze da uomo in filo scozia a 5,20 euro (10.690 lire). Oppure vedere un portafogli da donna, bello capiente ad uso delle nuove monete, a 26 euro (cioè 50.343 lire).

In condizioni del genere, cioè con scontrini che, espressi in lire solo con conversione matematica con molta probabilità esprimono somme fino all'unità, l'ideale è pagare con bancomat o carta di credito (una eventualità raccomandabile anche agli inizi del 2002, quando l'euro sarà appena entrato in vigore). Nel caso, ancora molto frequente alla fine del 2001, di pagamento in contanti in lire il magazzino si riserva di arrotondare l'importo dello scontrino totale: ne più ne meno di come fanno ora i negozi in caso di scontrini che finiscono in decine di lire.

L'iniziativa, che ovviamente per il grande magazzino è una semplice emanazione di una iniziativa a livello nazionale, è il primo vero passo avanti nei confronti dell'euro per il commercio varesino, e probabilmente uno stimolo anche per gli altri commercianti a fare altrettanto. Verificare e confrontare i prezzi in euro prima di dover utilizzare la moneta, permette infatti un approccio  più corretto e a lungo raggio sulla nuova valuta: non legato alla conversione matematica o alla paura di perdere anche solo dieci lire del prezzo segnalato sul listino, ma ad un corretto confronto tra i prezzi e i prodotti proposti dai commercianti in concorrenza.