Prove
di euro ai grandi magazzini
Per
impratichirsi con l'Euro si può cominciare a fare un salto ai
grandi magazzini. Più precisamente, ad esempio, al negozio
Coin: con tre piani e un seminterrato nel bel mezzo di Varese, il
grande magazzino ha per primo in città varato una iniziativa che può
avere effetti notevoli sia sui clienti sia sul mercato
commerciale circostante.
Dall'inizio della stagione autunno
inverno 2001-2002, i prezzi in etichetta nel grande negozio
che ha la sua sede principale a Mestre sono primariamente
in euro, privilegiando perciò l'assenza di virgole e la
semplicità delle cifre, e solo secondariamente in lire, con
prezzi dove quindi possono risultare cifre poco commerciali,
fino all'unità. Una iniziativa nazionale che però, nella
città giardino, rappresenta il primo caso di commercio in
euro, così come avverrà più massicciamente a partire
dall'inizio dell'anno prossimo.
Non tutto è ancora a regime
- praticamente tutta la profumeria del negozio di via Veneto
14 esprime ancora i prezzi prima in lire e poi in euro, mentre
parte dei prezzi in altri reparti sono sì principalmente in
euro, ma "tarati" ancora su prezzi in lire - ma
malgrado ciò, o forse anche grazie a questa necessaria
varietà di valute, l'effetto "mi tocca pensare in
euro" è immediato ma non traumatico.
Così, può capitare di
considerare l'acquisto dei Chinos della Avirex a 75
euro (cioè a 145.220 lire), oppure di un paio di calze da
uomo in filo scozia a
5,20 euro (10.690 lire). Oppure vedere un portafogli da donna, bello capiente ad
uso delle nuove monete, a 26 euro (cioè 50.343 lire).
In condizioni del genere,
cioè con scontrini che, espressi in lire solo con conversione
matematica con molta probabilità esprimono somme fino
all'unità, l'ideale è pagare con bancomat o carta di credito
(una eventualità raccomandabile anche agli inizi del 2002,
quando l'euro sarà appena entrato in vigore). Nel caso,
ancora molto frequente alla fine del 2001, di pagamento in
contanti in lire il magazzino si riserva di arrotondare
l'importo dello scontrino totale: ne più ne meno di come
fanno ora i negozi in caso di scontrini che finiscono in
decine di lire.
L'iniziativa, che ovviamente
per il grande magazzino è una semplice emanazione di una
iniziativa a livello nazionale, è il primo vero passo avanti
nei confronti dell'euro per il commercio varesino, e
probabilmente uno stimolo anche per gli altri commercianti a
fare altrettanto. Verificare e confrontare i prezzi in euro
prima di dover utilizzare la moneta, permette infatti un
approccio più
corretto e a lungo raggio sulla nuova valuta: non legato alla
conversione matematica o alla paura di perdere anche solo
dieci lire del prezzo segnalato sul listino, ma ad un corretto
confronto tra i prezzi e i prodotti proposti dai commercianti
in concorrenza.
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