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Ma a che serve l'euroconvertitore?
Il titolo di questo articolo
è mutuato da una delle tante risposte - siete
agguerritissimi! - che sono arrivate
in redazione su quest'argomento: una provocazione,
ma mica tanto eccentrica...
Il lettore, Stefano Volpe, fa
anche la lista di ciò di cui avrebbero bisogno gli italiani
in questo frangente: "secondo me gli italiani necessitano
di lezioni di :a)europeismo b)matematica
c)un po' di buon senso.....Gli italiani le code nei vari
uffici se le cercano a volte!!!!!"
In questi primi giorni, in
effetti, noi italiani ci siamo comportati in maniera a volte
buffa, a volte eccessiva, certamente da neofiti poco avvezzi a
ragionare matematicamente. Vediamo dove possono esserci stati
i difetti (così poi li correggiamo) e cosa è proprio al di
sopra delle nostre possibilità (e quindi ci limitiamo ad
arrangiarci).
Innanzitutto, le code. In
effetti, molte di queste erano superflue: come quelle per
"fare le ultime operazioni in lire", che hanno
intasato le filiali delle banche provinciali il 28 dicembre.
Una necessità fittizia, innanzitutto perchè la stragrande
maggioranza dei conti correnti era già in euro (e perciò non
c'erano più "ultime operazioni in lire" da fare).
Stesso discorso per la riconsegna delle banconote entro il
2001: non solo non era necessario, visto che possono circolare
tranquillamente fino al 28 febbraio 2002, ma anche inopportuno
visto che gli euro entreranno in circolazione pian piano nel
nostro sistema, che non era tra l'altro - come poi si è visto
- del tutto pronto a convertirsi concretamente nella nuova
valuta. I punti più
sensibili di questa rivoluzione sono stati Banche e filiali
delle Poste, perchè tenuti fin dal primo giorno, a emettere
solo euro. Un disagio iniziale, ma una regola necessaria per
far partire il volano. Questo significa che è meglio evitare
questi posti se non per motivi strettamente necessari. Perchè
affollarsi nei primi giorni per fare operazioni che potrebbero
essere rimandate? E, infine, perchè andare in banca i primi
giorni a consegnare le lire che si hanno in casa? Il sistema
meno caotico per tutti per disfarsene è usarle: permette una
più dolce immissione in circolo della nuova moneta (che
vedrete, vi dovrà capitare per forza nelle mani prima o poi:
ci andrete entro il 28 febbraio in banca o in posta...e se non
ci andrete voi lo faà chi vi darà soldi in questi due
mesi...) e vi evita una passeggiata, con fila annessa,
all'istituto di credito.
Fin qui tutto quello che si poteva evitare e non si è
evitato. E l'euro
convertitore che c'entra? c'entra, perchè conoscere l'ordine
di grandezza del costo di un prodotto è molto più importante
che calcolarne i centesimi. A che serve sapere che un oggetto
che ti vendono a 10 euro vale 19mila362lire (voi avreste le
362 lire da dare pagando nella vecchia valuta italiana?)
quando invece di primo acchito non sappiamo se 30 euro
corrispondono a circa 6mila o circa 60mila lire? Più che l'euroconvertitore,
in questi due mesi servirà a tutti noi una robusta ginnastica
mentale. Una attività che, dicono, tra l'altro previene anche
l'Alzheimer...
Tutte le finezze sui conti ai
centesimi - o alla lira - fra poco saranno infatti spazzate
via dall'abitudine. Ma su questo ultimo punto però, è
necessario spezzare una lancia anche a nostra discolpa: noi
italiani siamo quelli che hanno, in questo processo di
trasformazione, i maggiori problemi di adeguamento perchè
siamo gli unici che non ragionavano già, anche con la propria
valuta, in centesimi. tant'è vero che ci sono siti
esteri che segnalano come una curiosità proprio
questi nostri, per i nostri colleghi europei, bizzarri
problemi...
Ma
tu hai ricevuto l'euroconvertitore del governo?
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Il
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Gli svizzeri e l'euro? più preparati degli
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Come affrontare l'euro che
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