Notizia del 25/07/07 delle ore 12.57.39

Ma a che serve l'euroconvertitore? 

Il titolo di questo articolo è mutuato da una delle tante risposte - siete agguerritissimi! - che sono arrivate in redazione su quest'argomento: una provocazione, ma mica tanto eccentrica...

Il lettore, Stefano Volpe, fa anche la lista di ciò di cui avrebbero bisogno gli italiani in questo frangente: "secondo me gli italiani necessitano di lezioni di :a)europeismo b)matematica
c)un po' di buon senso.....Gli italiani le code nei vari uffici se le cercano a volte!!!!!"

In questi primi giorni, in effetti, noi italiani ci siamo comportati in maniera a volte buffa, a volte eccessiva, certamente da neofiti poco avvezzi a ragionare matematicamente. Vediamo dove possono esserci stati i difetti (così poi li correggiamo) e cosa è proprio al di sopra delle nostre possibilità (e quindi ci limitiamo ad arrangiarci).

Innanzitutto, le code. In effetti, molte di queste erano superflue: come quelle per "fare le ultime operazioni in lire", che hanno intasato le filiali delle banche provinciali il 28 dicembre. Una necessità fittizia, innanzitutto perchè la stragrande maggioranza dei conti correnti era già in euro (e perciò non c'erano più "ultime operazioni in lire" da fare). Stesso discorso per la riconsegna delle banconote entro il 2001: non solo non era necessario, visto che possono circolare tranquillamente fino al 28 febbraio 2002, ma anche inopportuno visto che gli euro entreranno in circolazione pian piano nel nostro sistema, che non era tra l'altro - come poi si è visto - del tutto pronto a convertirsi concretamente nella nuova valuta. I punti più sensibili di questa rivoluzione sono stati Banche e filiali delle Poste, perchè tenuti fin dal primo giorno, a emettere solo euro. Un disagio iniziale, ma una regola necessaria per far partire il volano. Questo significa che è meglio evitare questi posti se non per motivi strettamente necessari. Perchè affollarsi nei primi giorni per fare operazioni che potrebbero essere rimandate? E, infine, perchè andare in banca i primi giorni a consegnare le lire che si hanno in casa? Il sistema meno caotico per tutti per disfarsene è usarle: permette una più dolce  immissione in circolo della nuova moneta (che vedrete, vi dovrà capitare per forza nelle mani prima o poi: ci andrete entro il 28 febbraio in banca o in posta...e se non ci andrete voi lo faà chi vi darà soldi in questi due mesi...) e vi evita una passeggiata, con fila annessa, all'istituto di credito.

Fin qui tutto quello che si poteva evitare e non si è evitato.
E l'euro convertitore che c'entra? c'entra, perchè conoscere l'ordine di grandezza del costo di un prodotto è molto più importante che calcolarne i centesimi. A che serve sapere che un oggetto che ti vendono a 10 euro vale 19mila362lire (voi avreste le 362 lire da dare pagando nella vecchia valuta italiana?) quando invece di primo acchito  non sappiamo se 30 euro corrispondono a circa 6mila o circa 60mila lire? Più che l'euroconvertitore, in questi due mesi servirà a tutti noi una robusta ginnastica mentale. Una attività che, dicono, tra l'altro previene anche l'Alzheimer...

Tutte le finezze sui conti ai centesimi - o alla lira - fra poco saranno infatti spazzate via dall'abitudine. Ma su questo ultimo punto però, è necessario spezzare una lancia anche a nostra discolpa: noi italiani siamo quelli che hanno, in questo processo di trasformazione, i maggiori problemi di adeguamento perchè siamo gli unici che non ragionavano già, anche con la propria valuta, in centesimi. tant'è vero che ci sono siti esteri che segnalano come una curiosità proprio questi nostri, per i nostri colleghi europei, bizzarri problemi...

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