Notizia del 25/07/07 delle ore 12.57.40
Pronti al big bang, le ultime informazioni a come ci si prepara in provincia per l'euro

L'euro ormai non è più questione di settimane ma solo di alcuni giorni. Dai primi scontrini del 2002 le cifre che vedremo per prime saranno quelle relative alla nuova moneta. I più accorti di voi avranno già fatto la coda in posta per entrare in possesso del kit per l'euro, avranno già un eurocalcolatore o lo aspettano con fiducia dal governo, come promesso. Ma Varese è già pronta a ragionare con tre zeri in meno?

Un primo "allenamento" lo forniscono la maggior parte delle banche nostrane, che hanno già convertito i conti correnti in euro: dopo il primo choc di fronte agli estratti conto improvvisamente "dimagriti", vedere le cifre più corte ha già permesso a chi ci è capitato di cominciare a farsi un'idea della rivoluzione prossima ventura. A chi invece quest'esperienza non fosse ancora successa, il consiglio è: non preoccupatevi e limitatevi a raccogliere ogni occasione per cominciare a ragionare "corto", con cifre molto meno consistenti di quelle a cui ci ha abituato la lira.

In ogni caso, è arrivato il momento di ritirare il libretto degli assegni in euro: Fra pochi giorni infatti il libretto in lire non servirà più, e per firmare assegni nella nuova moneta sarà necessario un blocchetto apposito che in molti casi è già stato distribuito e che i negozi varesini già accettano anche in questi ultimi giorni di dicembre. Le ultime versioni dei nuovi libretti contengono tutti, già stampate, virgole o spazi appositi per i due decimali: un promemoria importante, perché tutti gli assegni dovranno contenere obbligatoriamente le cifre fino al secondo decimale, anche se si tratta di una cifra tonda (100,00 euro, quindi, e non 100 euro).

Quello dei due decimali è un problema mica da ridere, soprattutto per i commercianti: le macchinette per il POS, il pagamento elettronico via bancomat alle casse - un mezzo di pagamento altamente consigliato per i consumatori insieme alla carta di credito - sono già pronte per il passaggio all'euro, ma non ammettono errori: poiché per loro "euro" significa valuta con due decimali, se questi ultimi non vengono inseriti manualmente quando si digita un prezzo la macchina li "riconosce" automaticamente, assegnando alle ultime due cifre digitate la valenza di decimali. Con il terribile - per il negoziante - risultato di trasformare un pagamento di 500 euro (più di 960mila lire) in uno scontrino da 5,00 euro (Poco meno di 9700 lire). Corsi per commesse sono stati predisposti dalle associazioni commercianti già da mesi, ma l'errore umano è sempre in agguato.

Per quel che riguarda il pagamento in contanti - una prospettiva più che normale malgrado le raccomandazioni ad usare il più possibile la moneta elettronica - le ipotesi di comportamento da parte dei commercianti sono addirittura nove. Tante infatti sono le possibilità descritte nel memorandum che l'associazione commercianti fornisce ai suoi associati nella edizione di dicembre del loro magazine: una combinazione varia di pagamenti in euro e lire e resti in euro e lire, anche mescolati tra loro.

La pratica che i piccoli e medi commercianti della zona hanno però già dichiarato di attuare, bandendo la prima spaventosa ipotesi (sia per i negozianti che per i malcapitati acquirenti) di vedersi il resto in euro quando si è fornito contante in lire, sarà quella di restituire resti in lire per chi ha pagato in lire, e resti in euro per chi ha pagato in euro. Diversa sarà la politica della grande distribuzione, che provvederà comunque a dare i resti in euro fin da subito, sia per chi paga in lire sia per chi paga in euro. Tutto questo, naturalmente, se banconote e monete circolanti saranno sufficienti a sopportare il traffico delle spese varesine.

Infine, per chi ci tiene ad essere il primo a ricevere uno scontrino nella nuova moneta, il consiglio è di non affrettarsi a bere un caffè alle 00.01 del primo gennaio 2002 nel locale dove si festeggia il capodanno. Tra i consigli di buon senso che in questi giorni le associazioni di categoria stanno fornendo è infatti proprio l'elasticità nella contabilità del giorno di San Silvestro: i locali che hanno aperto la cassa in lire il 31 dicembre la chiuderanno nella stessa valuta, indipendentemente dall'ora in cui chiuderanno.