| Pronti al big bang, le
ultime informazioni a come ci si prepara in provincia per l'euro L'euro ormai non è più
questione di settimane ma solo di alcuni giorni. Dai primi scontrini del 2002 le cifre che
vedremo per prime saranno quelle relative alla nuova moneta. I più accorti di voi avranno
già fatto la coda in posta per entrare in possesso del kit per l'euro, avranno già un
eurocalcolatore o lo aspettano con fiducia dal governo, come promesso. Ma Varese è già
pronta a ragionare con tre zeri in meno?
Un primo
"allenamento" lo forniscono la maggior parte delle banche nostrane, che hanno
già convertito i conti correnti in euro: dopo il primo choc di fronte agli estratti conto
improvvisamente "dimagriti", vedere le cifre più corte ha già permesso a chi
ci è capitato di cominciare a farsi un'idea della rivoluzione prossima ventura. A chi
invece quest'esperienza non fosse ancora successa, il consiglio è: non preoccupatevi e
limitatevi a raccogliere ogni occasione per cominciare a ragionare "corto", con
cifre molto meno consistenti di quelle a cui ci ha abituato la lira.
In ogni caso, è arrivato
il momento di ritirare il libretto degli assegni in euro: Fra pochi giorni infatti il
libretto in lire non servirà più, e per firmare assegni nella nuova moneta sarà
necessario un blocchetto apposito che in molti casi è già stato distribuito e che i
negozi varesini già accettano anche in questi ultimi giorni di dicembre. Le ultime
versioni dei nuovi libretti contengono tutti, già stampate, virgole o spazi appositi per
i due decimali: un promemoria importante, perché tutti gli assegni dovranno contenere
obbligatoriamente le cifre fino al secondo decimale, anche se si tratta di una cifra tonda
(100,00 euro, quindi, e non 100 euro).
Quello dei due decimali è
un problema mica da ridere, soprattutto per i commercianti: le macchinette per il POS, il
pagamento elettronico via bancomat alle casse - un mezzo di pagamento altamente
consigliato per i consumatori insieme alla carta di credito - sono già pronte per il
passaggio all'euro, ma non ammettono errori: poiché per loro "euro" significa
valuta con due decimali, se questi ultimi non vengono inseriti manualmente quando si
digita un prezzo la macchina li "riconosce" automaticamente, assegnando alle
ultime due cifre digitate la valenza di decimali. Con il terribile - per il
negoziante - risultato di trasformare un pagamento di 500 euro (più di 960mila lire) in
uno scontrino da 5,00 euro (Poco meno di 9700 lire). Corsi per commesse sono stati
predisposti dalle associazioni commercianti già da mesi, ma l'errore umano è sempre in
agguato.
Per quel che riguarda il
pagamento in contanti - una prospettiva più che normale malgrado le raccomandazioni ad
usare il più possibile la moneta elettronica - le ipotesi di comportamento da parte dei
commercianti sono addirittura nove. Tante infatti sono le possibilità descritte nel
memorandum che l'associazione commercianti fornisce ai suoi associati nella edizione di
dicembre del loro magazine: una combinazione varia di pagamenti in euro e lire e resti in
euro e lire, anche mescolati tra loro.
La pratica che i piccoli e
medi commercianti della zona hanno però già dichiarato di attuare, bandendo la prima
spaventosa ipotesi (sia per i negozianti che per i malcapitati acquirenti) di vedersi il
resto in euro quando si è fornito contante in lire, sarà quella di restituire resti in
lire per chi ha pagato in lire, e resti in euro per chi ha pagato in euro. Diversa sarà
la politica della grande distribuzione, che provvederà comunque a dare i resti in euro
fin da subito, sia per chi paga in lire sia per chi paga in euro. Tutto questo,
naturalmente, se banconote e monete circolanti saranno sufficienti a sopportare il
traffico delle spese varesine.
Infine,
per chi ci tiene ad essere il primo a ricevere uno scontrino nella
nuova moneta, il consiglio è di non affrettarsi a bere un caffè alle
00.01 del primo gennaio 2002 nel locale dove si festeggia il
capodanno. Tra i consigli di buon senso che in questi giorni le
associazioni di categoria stanno fornendo è infatti proprio
l'elasticità nella contabilità del giorno di San Silvestro: i locali
che hanno aperto la cassa in lire il 31 dicembre la chiuderanno
nella stessa valuta, indipendentemente dall'ora in cui chiuderanno.
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