Notizia del 25/07/07 delle ore 12.57.44

L'euro spiegato dai bambini

Oltre ai punti di vista di economisti, commercianti, consumatori incavolati e collezionisti entusiasti, ce n'è un altro, forse meno "battuto" degli altri, che può però essere illuminante per la sua originalità e saggezza: quello dei bambini. Scevri da preconcetti e da abitudini consolidate sulla lira ma già grandi consumatori fin dalla più tenera età, i ragazzini hanno parecchio da dire sulla nuova moneta: Abbiamo provato a chiederlo a due classi elementari, più precisamente la 3° A e la 3° B della scuola elementare Parini.

Tra i bambini interpellati, il numero di coloro che lo considera più facile della lira è pressoché pari a  quello di coloro che lo considerano più difficile: tra gli "euroscettici" i principali motivi per sostenere l'argomento sono il fatto che "ha la virgola" (Laura), che "per usarlo ci vuole la calcolatrice", (Alessandro) "perché è più piccolo" (Fabrizio), "perché  bisogna usare tanto la matematica" (Nicolò) e perché "mia mamma non lo sa ancora usare" (Giuseppe). Un motivo quest'ultimo importantissimo per i bambini per non averlo in simpatia. 

Tra i favorevoli invece, le ragioni principali sono sostanzialmente due: Il primo è "perché non ci sono quei numeri grandi e difficili, come cento, mille o un milione": queste cifre legate alla lira erano infatti un vero deterrente per ragazzini che affrontano solo ora le moltiplicazioni a due cifre. Ma è anche un segnale interessante per gli adulti, che una volta disabituati alla vecchia valuta si ritroveranno sottomano delle cifre più maneggevoli. Un motivo semplicissimo, come di una semplicità disarmante è anche il secondo motivo, cioè: "perché noi non siamo abituati alla lira". In fondo, quando si deve ancora imparare ad usare i soldi, una valuta vale l'altra...

Il vero caos nasce con i prezzi in euro derivanti dalla conversione in lire: prezzi difficilissimi, pieni di numeri dopo la virgola, difficili da memorizzare ma cui siamo attaccati per paura di "prendere fregature" nella conversione. Così, l'unico prezzo nella nuova valuta che i bambini ricordano è quello della prima uscita di una casa editrice, che per pubblicizzare l'inizio della raccolta "costruisci il tuo dinosauro" ha fissato il prezzo, invece sulle solite 1900 lire, ad un euro. Un costo che ha fatto subito, giustamente, presa tra i bambini. Per il resto, invece, niente: i prezzi delle figurine, per esempio, sono noti in lire ma non ancora memorizzati nella nuova valuta.

Le prime esperienze con l'euro per i ragazzini sono legate principalmente a Mac Donald's e centri commerciali. In particolare, la promozione sull'Happy Meal, che viene venduto dal "ristorante" più popolare tra i bambini, viene vissuta da loro in modo tutto particolare: "L'happy meal costa di più perché costa tre euro, e l'euro è una moneta che vale di più" è la logica conseguenza per Eddie a commento dell'offerta che ha ridotto di cento lire il prezzo del popolare menù. 

Per quel che riguarda i centri commerciali, è nota più che altro la loro capacità di fare arrabbiare mamma e papà. Ma, anche sull'argomento euro,  c'è chi ha aneddoti più simpatici da ricordare. Come il fatto che alla GS sono stati consegnati in resto dei centesimi provenienti dalla Spagna:"Li conserveremo, anche se sappiamo che sono validi" è il commento finanziariamente corretto dell'interessato. Elena ha notato anche come le cose si complichino in questo periodo di saldi: "l'altro giorno siamo andati per negozi quando c'erano i saldi, e ogni cosa aveva quattro prezzi" ha infatti acutamente osservato, riferendosi ai prezzi prima e dopo lo sconto, necessariamente espressi in entrambe le valute.

Infine, tra le parole che caratterizzano questo passaggio alla moneta unica e che sono ben note anche ai ragazzini, c'è soprattutto l'"arrotondamento". Per il quale però giornali, televisioni e commercianti devono provvedere ad un bel "mea culpa" collettivo a favore delle professoresse di matematica. Per i bambini, infatti, la definizione della parola "arrotondamento" è: "quando ti chiedono dei soldi in più al posto delle lire". 

Forti dei commenti dei genitori, degli stralci dei telegiornali e delle verifiche davanti alle vetrine, per loro questo termine matematico è infatti oramai diventato sinonimo di "fregatura". Avranno così i loro bravi problemi, le maestre, a spiegare che esiste anche un arrotondamento per difetto... tutta colpa, questa sì, dell'arrivo della nuova moneta.

Stefania Radman

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