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L'euro spiegato dai bambini
Oltre
ai punti di vista di economisti, commercianti, consumatori
incavolati e collezionisti entusiasti, ce n'è un altro, forse meno "battuto" degli altri, che può
però essere illuminante per la sua originalità e saggezza:
quello dei bambini. Scevri da preconcetti e da abitudini
consolidate sulla lira ma già grandi consumatori fin dalla
più tenera età, i ragazzini hanno parecchio da dire sulla
nuova moneta: Abbiamo provato a chiederlo a due classi
elementari, più precisamente la 3° A e la 3° B della scuola
elementare Parini.
Tra i bambini interpellati, il numero di coloro
che lo considera più facile della lira è pressoché pari a quello di coloro
che lo considerano più difficile: tra gli "euroscettici" i principali motivi
per sostenere l'argomento sono il fatto che "ha la virgola" (Laura),
che "per usarlo ci vuole la calcolatrice",
(Alessandro) "perché è più piccolo" (Fabrizio), "perché bisogna usare
tanto la matematica" (Nicolò) e perché "mia mamma non lo sa ancora usare"
(Giuseppe). Un motivo quest'ultimo importantissimo per i bambini per non averlo in
simpatia.
Tra i favorevoli invece, le ragioni principali sono sostanzialmente
due: Il primo è "perché non ci sono
quei numeri grandi e difficili, come cento, mille o un milione": queste
cifre legate alla lira erano infatti un vero deterrente per ragazzini che
affrontano solo ora le moltiplicazioni a due cifre. Ma è anche un segnale interessante per gli
adulti, che una volta disabituati alla vecchia valuta si ritroveranno sottomano
delle cifre più maneggevoli. Un motivo semplicissimo, come di una semplicità
disarmante è anche il secondo motivo, cioè: "perché
noi non siamo abituati alla lira". In fondo, quando si deve ancora imparare ad
usare i soldi, una valuta vale l'altra...
Il vero caos nasce con i prezzi in euro
derivanti dalla conversione in lire: prezzi difficilissimi, pieni di numeri dopo
la virgola, difficili da memorizzare ma cui siamo attaccati per paura di
"prendere fregature" nella conversione. Così, l'unico prezzo nella
nuova valuta che i
bambini ricordano è quello della prima uscita di una casa editrice, che per
pubblicizzare l'inizio della raccolta "costruisci il tuo dinosauro" ha fissato
il prezzo, invece sulle solite 1900 lire, ad un euro. Un costo che ha fatto
subito, giustamente, presa tra i bambini. Per il resto, invece, niente: i prezzi
delle figurine, per esempio, sono noti in lire ma non ancora
memorizzati nella nuova valuta.
Le prime esperienze con
l'euro per i ragazzini sono legate principalmente a Mac
Donald's e centri commerciali. In particolare, la promozione
sull'Happy Meal, che viene venduto dal "ristorante"
più popolare tra i bambini, viene vissuta da loro in modo
tutto particolare: "L'happy meal costa di più perché
costa tre euro, e l'euro è una moneta che vale di più" è la
logica conseguenza per Eddie a commento dell'offerta che ha
ridotto di cento lire il prezzo del popolare menù.
Per quel che riguarda i
centri commerciali, è nota più che altro la loro capacità
di fare arrabbiare mamma e papà. Ma, anche sull'argomento euro,
c'è chi ha aneddoti più simpatici da ricordare. Come il
fatto che alla GS sono stati consegnati in resto dei centesimi
provenienti dalla Spagna:"Li conserveremo, anche se
sappiamo che sono validi" è il commento finanziariamente
corretto dell'interessato. Elena ha notato anche come le cose
si complichino in questo periodo di saldi: "l'altro
giorno siamo andati per negozi quando c'erano i saldi, e ogni
cosa aveva quattro prezzi" ha infatti acutamente
osservato, riferendosi ai prezzi prima e dopo lo sconto,
necessariamente espressi in entrambe le valute.
Infine, tra le
parole che caratterizzano questo passaggio alla moneta unica e
che sono ben note anche ai ragazzini, c'è soprattutto
l'"arrotondamento". Per il quale però giornali,
televisioni e commercianti devono provvedere ad un bel
"mea culpa" collettivo a favore delle professoresse
di matematica. Per i bambini, infatti, la definizione della
parola "arrotondamento" è: "quando ti chiedono
dei soldi in più al posto delle lire".
Forti dei commenti dei genitori, degli stralci dei
telegiornali e delle verifiche davanti alle vetrine, per loro
questo termine matematico è infatti oramai diventato sinonimo di
"fregatura". Avranno così i loro bravi problemi, le
maestre, a spiegare che esiste anche un arrotondamento per
difetto... tutta colpa, questa sì, dell'arrivo della nuova
moneta.
Stefania
Radman
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Il
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