Si è appena rotto una spalla sul set di Flora Plum,
il nuovo film di Jodie Foster. Al "gladiatore" rissoso Russell Crowe, forse una
pausa proprio ci voleva: negli ultimi dieci anni la sua carriera è andata alle stelle.
Neozelandese di origini, poi trasferitosi in Australia, loggi trentasettenne attore
inizia la sua vera carriera cinematografica nel 1995 dove interpreta ben tre film, di cui
due lo fanno subito notare al grande pubblico: il piccolo e molto violento film
australiano Skinheads, e Pronti a morire, lo stravagante
western di Sam Raimi dove lo volle assolutamente sul set proprio Sharon Stone in persona.
A soli 17 anni cantava nel suo gruppo Voglio essere come Marlon Brando:
lidolo, licona degli anni 50, che con la sua faccia da duro che non
chiede, da rivoluzionario, sembra proprio fare il suo ritorno cinematografico nel
personaggio di Russell Crowe. Sui set litiga con tutti, molto spesso fa a botte con chi ha
qualche discussione, esattamente come il poliziotto che interpreta in L.A.Confidential,
interpretazione che definitivamente lo lancia nellimmaginario collettivo e che per
poco lo fa arrivare alla sua prima candidatura allOscar.
Candidatura che comunque non tarderà ad arrivare: nel 1999 è il protagonista del
bellissimo The Insider del genio
Michael Mann, dove interpreta la storia vera del dipendente di una multinazionale del
tabacco che decide di dire la verità sullabuso della nicotina da parte delle
multinazionali. La critica lo esalta per il suo camaleontismo; pochi mesi dopo è già
protagonista di un altro film che molto probabilmente gli farà portare a casa
unaltra nomination: Il Gladiatore
di Ridley Scott, lo fa conoscere al grande pubblico e contribuisce notevolmente ad
arricchire quellidea di macho rivoluzionario che tanto traspare dai suoi rudi
atteggiamenti. Lestate scorsa è stato lui, infatti, il più chiacchierato divo
insieme a Meg Ryan: la loro storia, nata sul set dellatteso Proof of life,
ha fatto scalpore non tanto per la "storia", ma per le loro dichiarazioni
inerenti alla loro intimità; dichiarazioni che non hanno fatto altro che aumentare
laurea da macho di Russell Crowe.
Quasi sicuro protagonista della prossima Notte degli Oscar, in un prossimo futuro ci si
aspetta solo che la bravura dellattore non venga offuscata e soffocata dalla
creazione modaiola del "personaggio" che già tanti bravi attori ha distrutto e
rovinato.