Sembra solo agli inizi della propria carriera, ma pochi sano che la
bella Renée Zellweger è presente nella scena hollywoodiana da quasi
dieci anni. Con quella faccia un po’ tonda, non rientra proprio nei
cliché delle bellissime dello spettacolo, ma il suo viso, e il modo
di fare un po’ goffo e imbranato, difficilmente si dimenticano.
Il suo esordio sul grande schermo lo si deve al debutto registico
di un grande attore comico degli ultimi tempi Ben Stiller (da noi
piuttosto sottovalutato) nel film Giovani, carini e disoccupati del
’93 dove Renée rappresenta una delle tante giovani, insieme a Wynona
Ryder e Matt Dillon, che cercano di entrare nel mondo del lavoro o
dei college americani. Nessuna la nota, e per anni è costretta in
piccoli film come Non aprite quella porta 4 (horror di
cassetta che per i cultori del genere potrebbe anche essere
considerato da collezione), o come l’indipendente Love &
una 45, singolare film che segue il filone dei banditi in
fuga, tanto in voga (almeno nella trama) nei primi anni ’90.
Il primo grande colpo della propria carriera la Zellweger lo
azzecca con il bel Jerry Maguire del ‘95, dove
interpreta la segretaria del bel capo idealista (Tom Cruise). Il film
è un successo mondiale e la particina affidatale, tutta smorfiette e
imbranatura, sembra fatta su misura per lei. Purtroppo però, bisogna
aspettare altri quattro anni per vederla tornare al successo: L’impostore
è un bellissimo film indipendente del ’97, ma la sua parte
della prostituta e praticamente senza dialogo e il suo personaggio
rasenta la macchietta, mentre altri due film nel ’98 non se li
ricorda praticamente nessuno.
Nel ’99 finalmente produttori e registi sembrano accorgersi che
esiste e iniziano così una serie di commedie di successo. Lo
scapolo d’oro è il remake di un vecchio film degli anni ’50
e l’attrice sembra fare le prove generali per Bridget Jones. L’anno
successivo la conoscono tutti con il successo dei fratelli Farrelly Io,
me & Irene dove recita al fianco del grande Jim Carrey
creando una commedia politicamente scorretta all’altezza di Tutti
pazzi per Mary.
Finalmente il 2001. Il
diario di Bridget Jones la consacra definitivamente nell’olimpo
del cinema. In un film molto inglese, lei non ha paura di ingrassare 7
chili e recita in maniera impeccabile in perfetto accento british.
Nessuno credeva che potesse farcela. Ma persino l’autrice del libro
si è dovuta ricredere. Renée Zellweger è da tenere d’occhio anche
per il futuro.