Il perfetto 007... naturalmente dopo l’indimenticabile Sean
Connery. Nel futuro, tutti sicuramente ricorderanno Pierce Brosnan per
questo ruolo che lo sta portando a realizzare il suo quarto film nel
ruolo di James Bond. Certo si diceva così anche del grande Sean che
di film della serie ne ha realizzati ben 7, ma già essere paragonati
a Connery non è forse un ottimo auspicio?
Perfetto nei ruoli di seduttore, poco credibile negli altri: la sua
carriera quasi ventennale di attore non brilla certo di parti
indimenticabili ed effettivamente i ruoli da protagonista sono
cominciati ad arrivare proprio dopo quel fatidico Goldeneye
nel non lontano 1995. Ma allora prima, cosa si può ricordare di
questo attore irlandese molto legato alla patria che recentemente ha
anche fondato una propria casa di produzione?
Innanzitutto che ha molto coraggio e sta cercando disperatamente di
crearsi una sua identità di attore prima di rimanere per sempre
chiuso nel ruolo di James Bond. Poi che il suo passato lo ha visto
interpretare anche non brutti film: se dimentichiamo quel tipico
prodotto degli anni ’90 che è I dinamitardi del ’92,
non brutta figura (anzi) da di sè nel primo film sulla realtà
virtuale: Il Tagliaerbe. Il resto piccoli ruoli, come il
marito geloso di Mrs. Doubtfire nel ’93 o nel non
riuscitissimo Love Affair, oppure nel bel Mars
Attacks nel ’96 (recitare per Tim Burton non può essere
considerato un fallimento per nessuno).
Nel ’97, naturalmente dopo il successo di 007 – Il domani
non muore mai arriva anche Dante’s Peak – La furia
della montagna, film d’azione che ottiene un discreto
successo che batte al botteghino il film fotocopia Volcano.
Dopo 007 – Il mondo non basta, nel ’99 tenta il
colpaccio con un film d’autore, ingaggiando con la propria casa di
produzione il regista specialista in biografie Richard Attenbough e
scegliendo se stesso come protagonista in Grey Owl – Gufo
Grigio: il risultato è un film scadente, sia dal punto di
vista narrativo che registico, tenuto insieme solo dal fatto che si
tratti di una storia vera. Quest’anno, dopo il clamoroso flop del
film d’azione Gioco a due, ci riprova recitando la
parte di un perfetto manipolatore in Il sarto di Panama per
la regia dell’inglese John Boorman (regista di Excalibur e Un
tranquillo week-end di paura). Il risultato è un po’
migliore... ma solo per la critica: il pubblico non ha molto
apprezzato.
Ora lo attende il quarto episodio di 007, ma riuscirà Pierce
Brosnan a crearsi un’identità d’attore vero esattamente come ha
fatto negli ultimi vent’anni il suo precursore e mentore Sean
Connery?