Michael
Mann
Snobbato dalla critica statunitense e dagli Accademy Awards,
Michael Mann è uno dei pochi veri registi-autori americani, come già
lo fu Kubrick e come lo è tutt'ora Martin Scorsese. Mann non è più
giovanissimo, ha girato poche pellicole, ma quasi tutte vengono
studiate e analizzate come dei veri esempi. Tema principale di tutta
la sua filmografia è una profonda analisi dell'amicizia, analisi in
continua evoluzione e che non manca in nessuna delle sue opere.
Michael Mann entra nella storia fin da giovane, nel '75, segnando la
sua carriera come sceneggiatore di alcuni episodi dell'indimenticabile
serie televisiva di Starsky and Hutch. Il suo primo film come
regista è per la televisione americana: si intitola The Jericho
Mile, risale al '79, e siamo subito su temi forti. Si tratta della
storia di un condannato a vita per omicidio a cui viene permesso di
partecipare alle olimpiadi, ma la squadra americana non lo vuole in
quanto l'uomo non si è pentito di quel che ha fatto. Soltanto due
anni dopo Mann approda al cinema con il bel Strade Violente con
James Cann, tema più leggero, ma stessa aria decadente che
caratterizzerà i suoi lavori futuri. In seguito torna in televisione
creando e producendo una delle più famose serie televisive degli anni
'80: Miami Vice del quale diresse anche qualche episodio. Il
successo televisivo viene presto accantonato dai risultati notevoli
dalla prima trasposizione cinematografica di Hannibal Lecter,
coprotagonista di Munhunter, frammenti di un omicidio. Questa
pellicola dell''86 ha anticipato di cinque anni i fasti che ottenne Il
silenzio degli innocenti. Più cupo e pessimista del film di Demme, Munhunter
anticipa i tempi dei grandi thriller che attraverseranno gli anni '90.
Dopo un piccolo film televisivo e un'altra serie che però non ottenne
lo stesso successo di Miami Vice, Mann torna al cinema e lo fa in
grande stile nel '92 con L'ultimo dei Mohicani: due ore e mezza
di pellicola per un film storico di fatto di sentimenti, azione e
romanticismo. Ci vorranno altri tre anni per vedere al cinema Heat,
la sfida, sorta di remake di un film telesivo di vent'anni prima
da lui scritto e diretto. In Heat Mann riesce a riunire Al
Pacino e Robert De Niro i quali si incontrano in una sola scena, ma
dando vita a un rapporto di amicizia-stima-contrasto difficilmente
riscontrabile in qualsiasi altro film di genere. Il cinema di Mann
continua a crescere e si vede soprattutto nella calibrata e originale
regia di The Insider con
uno strepitoso Russell Crowe e un grande Al Pacino: altra storia,
altra amicizia da analizzare. Tempi dilatati e nessun clichè sembrano
essere diventate le regole del suo cinema. Teoria che conferma anche
in Alì dove tenta di far vedere
l'uomo nascosto dietro al mito.
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