Fa parte della generazione di giovani attori della seconda metà
degli anni ’90. Cameron Diaz, con la sua spontaneità ha conquistato
un vasto pubblico, soprattutto per quell’innata capacità di
recitare parti da ragazza cattiva e politicamente scorretta, in grado
di commettere qualsiasi atto pur di raggiungere i propri fini. Assieme
a quello del matrimonio, è soprattutto questo il filo che lega molte
delle sue interpretazioni. Ma le cose stanno probabilmente per
cambiare...
Cameron Diaz buca letteralmente lo schermo con la sua prima
apparizione in un lungometraggio al fianco di Jim carrey in The
Mask del ‘94. È la prima e unica parte dove fa
letteralmente la parte della bellona di turno; forse è anche il ruolo
meno originale capitatole, ma di sicuro ha avuto un ottimo effetto
sugli spettatori. Nel mondo del cinema se ne sono accorti tutti e
subito lei sceglie i primi ruoli "estremi": Una cena
quasi perfetta e Acque profonde sono entrambe
pellicole piuttosto strane e singolarmente cattive che si rifanno alla
rivoluzionaria commedia nera inglese Piccoli omicidi tra amici del
’94.
La ragazza dal grande sorriso viene presto notata anche da
Hollywood dove la vogliono come antagonista di Julia Roberts e sposina
perfetta ne Il matrimonio del mio migliore amico del ‘97,
svampita ma capace di tutto per non perdere l’amato maritino. Tanto
brava da rubare più volte la scena alla Roberts. Il film è un
successo e l’anno successivo unirà o stesso ruolo alla commedia
nera recitando in Cose molto cattive il ruolo di una
donna veramente capace di tutto per non rovinare il giorno del proprio
matrimonio. Nello stesso anno recita anche in Feeling Minesota (Due
mariti per un matrimonio) al fianco di Keanu Reeves, ma la pellicola
passa inosservata, come anche Una vita esagerata di
Danny Boyle, singolare e sottovalutata pellicola americana dell’autore
inglese di Trainspotting.
Il ’98 è decisamente l’anno della consacrazione. Tutti
pazzi per Mary la toglie dal ruolo sposina e la inserisce
direttamente nell’olimpo hollywoodiano, facendola finire a recitare
persino in un blockbuster di puro divertimento come Charlie’s
Angels. Ma è comunque un ottimo periodo: può permettersi di
scegliere anche ruoli più difficili, dove la sua bellezza passa in
secondo piano come negli originali e indipendenti Essere John
Malkovich o ne Le cose che so di lei, oppure
persino recitare per Oliver Stone in quel apologo sul football che è Ogni
maledetta domenica.
In Vanilla Sky recita al fianco di Tom Cruise e
Penelope Cruz ed è l’unico personaggio del film veramente
credibile; risultato: ruba letteralmente la scena agli altri due divi.
Inoltre, dopo aver dato la propria voce alla principessa Fiona di Shrek,
tutti l’aspettano al varco della consacrazione storica come attrice
con Gangs of New York di Martin Scorsese.