Divo emblema degli attori della generazione X dei primi anni 90,
Brad Pitt sta ora risalendo la china dove era caduto nelle sue ultime
interpretazioni, le quali lo avevano classificato come "bello di
Hollywood che fa incassare al botteghino". Brad Pitt sta dicendo
che non ci sta ad essere targhettizzato: per questo motivo, dopo aver
visto il piccolo film fenomeno Lock & Stock, pazzi scatenati,
ha accettato di lavorare a paga ridottissima in Snatch
dello stesso regista: Guy Richie.
Brad Pitt, sorpassata da un po la trentina, sta tornando a
essere quellattore con quel cervello che nel 1995 gli aveva fatto
accettare la parte del pazzo ecologico ne Lesercito delle 12
scimmie di Terry Gilliam, parte che gli valse persino una
candidatura allOscar.
Nato artisticamente nel 1990 come "il gran bel culo" che
Gina Davis si porta a letto in Thelma & Louise di
Ridley Scott, Brad non accenna a smettere di interpretare le parti da
ribelle: un cameo divino in Una vita al massimo,
protagonista nelleccessivo Kalifornia, bello ed erede
di Robert Redford nel lungo In mezzo scorre il fiume,
dannato con anima ruba la scena a Tom Cruise in Intervista con
il Vampiro.
È il 1994 e lanno successivo arriva la consacrazione che lo
porta definitivamente in serie A: linterpretazione del poliziotto
iroso al fianco di Morgan Freeman in Seven,
del cupo David Fincher, lo porta alla ribalta di tutti. Seven
segna la svolta per tutti: ormai film di culto, è il fiore allocchiello
del giovane attore. Con David Fincher creerà ancora scalpore, seppur
in tono minore, anche come qualità dellopera, in Fight
Club, dove sfigurato rinuncia alla sua bellezza a servizio
della storia.
Vi presento Joe Black e Sette anni in Tibet
sono i due passi falsi che lo fanno tornare ai tempi di Vento di
Passioni: classificato solo come "bello di
Hollywood" i film non hanno comunque successo e le inquadrature
in tre quarti, con fotografia per modelli, lo fanno diventare oggetto
di scherno di tutta la critica mondiale che subito dimentica i suoi
film precedenti.
Con Snatch e The Mexican sembra invece
essere tornato ai tempi doro delle libere decisioni, ai tempi in
cui non deve vendersi, ma vendere.