Per anni moglie di
James Cameron, Kathryn Bigelow ha ampiamente dimostrato di avere
una propria identità, non solo “la moglie del regista di
Terminator”, e di essere una dei pochi registi donna che sanno
veramente mettere in scena film d’azione meglio di molti altri
colleghi uomini. La Biegelow ha infatti saputo cogliere le potenzialità
umane dietro a storie che apparentemente sarebbero potute essere dei
veri polpettoni, d’azione o fantastici, senza alcuna dimensione,
come per altro la maggior parte delle pellicole anni ’90.
La carriera della Bigelow inizia nell’87 con Il buio si avvicina, una curiosa e semplice avventura di vampiri
dove, però, si intravede uno stile che eleva il film nonostante la
storia sia un semplice pretesto. La vera rivelazione avviene due anni
dopo con Blue Still –
Bersaglio Mortale con una straordinaria Jame Lee Curtis. Si tratta
di un curioso film notturno dove una poliziotta perde la propria
pistola e si innamora di un assassino. Un curioso contrasto che,
insieme a una splendida fotografia, crea un piccolo cult da
riscoprire.
Il successo di pubblico arriva nel ’91 con l’adrenalinico, e
sconsigliato fin dalla locandina ai malati di cuore, Point
Break – Punto di rottura, film di pura azione dove il poliziotto
Keanu Reeves deve infiltrarsi nella “banda degli ex presidenti”,
surfisti che stanno rapinando indisturbati banche di tutta la nazione.
Il film non lascia un attimo di respiro e ha fatto scuola per tutti i
futuri film d’azione.
Dopo un successo planetario del genere, la Bigelow aspetta però ben
quattro anni per realizzare il fantascientifico Strange
Days con Ralph Fiennes. Il film torna a raccontare atmosfere
decisamente più buie in un futuro (il capodanno del 2000), alquanto
decadente. La critica si divide: chi grida al capolavoro, chi
all’esagerazione di stile. Nessuno però mette in discussione che la
regista sappia dove mettere la cinepresa e come usarla a favore della
storia.
Bisogna poi aspettare altri cinque anni per vedere, invece, un film
che esce totalmente da qualsiasi schema: Il
mistero dell’acqua, una pellicola dalla narrazione
complicatissima, ma come al solito originale e affascinante in cui lo
spettatore diventa parte integrante del “gioco” creato dal film.
Adesso invece è la volta di un film storico e controverso come K-19
con Harrison Ford e Liam Neeson. Pellicola con la quale pare
proprio che la Bigelow sia ritornate a rileggere i film d’azione
come già fece con Point Break.