Nel giro di pochi anni ha girato poco meno di una ventina di film,
di cui ben dodici negli ultimi quattro anni, avvero da quando ha vinto
l’Oscar non come attore, come molti penserebbero, bensì come
co-sceneggiatore, assieme a Matt Damon di Will Hunting – Genio
Ribelle. Faccia da ribelle, perennemente pestifero, ma capace
di ottimi sentimenti, questi sono i ruoli che finora gli sono stati
affidati... con qualche rara eccezione.
Nato artisticamente con piccoli film che nessuno si ricorda, anche
lui ha fatto parte di quella folta schiera di semisconosciuti cha nei
primi anni novanta hanno composta la cosiddetta Generazione X
(come l’omonimo film da lui interpretato insieme a molti altri
coetanei); ma il vero successo arriva con l’amico per la pelle Matt
Damon con il quale scrive una sceneggiatura sulla quale nessuno
puntava, ma che li ha portati entrambi diretti all’Oscar: Will
Hunting si è dimostrato essere così il trampolino di lancio
ideale per i due attori. È il 1997, ma, mentre Damon è stato
consacrato subito a star per la sua faccia da bravo ragazzo, Ben è
rimasto un po’ più presente nel giro dei film indipendenti: da 2000
cigarettes a Dogma (assieme a Kevin Smith con
cui aveva già girato il bel In cerca di Amy), passando
per il piccolo horror Phantoms.
Ma il 1998 è l’anno della svolta anche per lui: Armageddon
lo porta all’attenzione del mondiale al fianco della bella Liv Tyler,
mentre Shakespeare in love, lo consacra come attore
richiestissimo da tutti i fronti. Ma bisogna aspettare proprio Pearl
Harbor per vederlo tornare alla ribalta: nel ’99 Piovuta dal
cielo al fianco di Sandra Bullock si dimostra un vero e
proprio flop, mentre 1 km da Wall Street che pure gli
regala una bella parte da cattivo, non riscuote molto successo. Dopo l’altro
flop di Trappola criminale, Pearl Harbor
sembra proprio essere il film della rivalsa... almeno per il nome.