Nato a Taiwan e trasferitosi negli Stati Uniti per
finire luniversità, si è poi affermato a Hollywood come regista
senza però abbandonare. Dopo l'Oscar conquistato con La
tigre e il dragone, Lee ha deciso di seguire la moda di
molti altri registi americani come Sam Raimi o Brian Singer che hanno
diretto veri e propri pop-corne movie basati sui fumetti. E così è
nato Hulk, ma la lavorazione del
film è stata così dura che Lee ha persino dichiarato, forse per
provocazione, di volersi già ritirare dal mondo del cinema.
"La tigre e il dragone è ricco di elementi
caratteristici del mi cinema, primi tra tutti i risvolti sentimentali
tra personaggi diversi. E intendo per sentimentali non soltanto i
rapporti amorosi, ma anche quelli relativi ai legami familiari e chi
ha visto Ragione e Sentimento e Tempesta di
ghiaccio può capire a cosa mi riferisco". Ed è infatti
con questi due film che Ang Lee ha acquistato il suo potere nellambiente
cinematografico: se con Ragione e sentimento (1995), nato da
una sceneggiatura scritta dalla stessa interprete Emma Thompson per la
quale ha pure vinto lOscar, ha dimostrato di saperci fare con i
film in costume, con Tempesta di ghiaccio (1997) ha fatto
vedere come sia possibile anche negli stati uniti confezionare un
prodotto dautore con facce conosciute e raccontando una storia di
semplici sentimenti.
Esploso al pubblico e critica nel 1993 con il bel Banchetto
di nozze con cui vinse lOrso doro a Belrino, dove
narrava la storia di una ragazzo Taiwanese di successo in America che,
in occasione della visita dei genitori, deve simulare un matrimonio
con una ragazza perchè omosessuale. Conferma la sua verve lanno
seguente con la bella commedia Mangiare bere, uomo donna.
Ma lentusiasmo per questo ragazzo sembrava aver subito una
battuta darresto lo scorso anno con il flop, sia commerciale che di
critica, del film Cavalcando
con il diavolo: pellicola western invece interessante che
si vedeva combinare di elementi che solo un regista asiatico avrebbe
potuto vedere.
Ed è con La tigre e il dragone
che Lee si è preso la sua rivincita: due Golden Globe (Miglior Regia e
Miglior Film Straniero) e quattro Oscar. Girato in
cantonese, con le scene dei combattimenti curate dallo stesso
coreografo di Matrix, questo film cappa e spada, ambientato in Cina,
sembra creare quella commistione di generi tra due culture mescolando
non solo la narrazione, ma anche il linguaggio cinematografico: un
vero exploit per questo giovane regista che ogni opera cresce sempre
più.