I PERSONAGGI
a cura di Manuel Sgarella

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Ang Lee
(3 settembre 2003)

Nato a Taiwan e trasferitosi negli Stati Uniti per finire l’università, si è poi affermato a Hollywood come regista senza però abbandonare. Dopo l'Oscar conquistato con La tigre e il dragone, Lee ha deciso di seguire la moda di molti altri registi americani come Sam Raimi o Brian Singer che hanno diretto veri e propri pop-corne movie basati sui fumetti. E così è nato Hulk, ma la lavorazione del film è stata così dura che Lee ha persino dichiarato, forse per provocazione, di volersi già ritirare dal mondo del cinema.

"La tigre e il dragone è ricco di elementi caratteristici del mi cinema, primi tra tutti i risvolti sentimentali tra personaggi diversi. E intendo per sentimentali non soltanto i rapporti amorosi, ma anche quelli relativi ai legami familiari e chi ha visto Ragione e Sentimento e Tempesta di ghiaccio può capire a cosa mi riferisco". Ed è infatti con questi due film che Ang Lee ha acquistato il suo potere nell’ambiente cinematografico: se con Ragione e sentimento (1995), nato da una sceneggiatura scritta dalla stessa interprete Emma Thompson per la quale ha pure vinto l’Oscar, ha dimostrato di saperci fare con i film in costume, con Tempesta di ghiaccio (1997) ha fatto vedere come sia possibile anche negli stati uniti confezionare un prodotto d’autore con facce conosciute e raccontando una storia di semplici sentimenti.

Esploso al pubblico e critica nel 1993 con il bel Banchetto di nozze con cui vinse l’Orso d’oro a Belrino, dove narrava la storia di una ragazzo Taiwanese di successo in America che, in occasione della visita dei genitori, deve simulare un matrimonio con una ragazza perchè omosessuale. Conferma la sua verve l’anno seguente con la bella commedia Mangiare bere, uomo donna.

Ma l’entusiasmo per questo ragazzo sembrava aver subito una battuta d’arresto lo scorso anno con il flop, sia commerciale che di critica, del film Cavalcando con il diavolo: pellicola western invece interessante che si vedeva combinare di elementi che solo un regista asiatico avrebbe potuto vedere.

Ed è con La tigre e il dragone che Lee si è preso la sua rivincita: due Golden Globe (Miglior Regia e Miglior Film Straniero) e quattro Oscar. Girato in cantonese, con le scene dei combattimenti curate dallo stesso coreografo di Matrix, questo film cappa e spada, ambientato in Cina, sembra creare quella commistione di generi tra due culture mescolando non solo la narrazione, ma anche il linguaggio cinematografico: un vero exploit per questo giovane regista che ogni opera cresce sempre più.

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