Ha compiuto 100 lo scorso due agosto ed ancora in piena forma,
naturalmente considerando la veneranda età. Ballerina, attrice, ma
soprattutto fotografa e regista, la tedesca Leni Riefenstahl ha un
passato che difficilmente la storia dimenticherà.
La sua carriera inizia come ballerina negli anni ’20 per poi,
notata da un produttore, realizzare
circa una decina di film come
attrice. Ma a lei, caparbia, testarda, ma soprattutto talentuosa,
tutto ciò non basta e passa subito dietro la macchina da presa
realizzando diversi documentari. Il suo capolavoro, Il trionfo
della volontà, venne realizzato per documentare il congresso del
partito Nazista di Norimberga nel ’36. Più avanti realizza anche Olympia,
una vera ovazione alla perfezione del corpo umano e alle potenzialità
atletiche dello stesso. Potenzialità che devono comunque avere una
certa armonia classica, una bellezza dei movimenti che ricordi le
migliori sculture greche. Il documentario, anch’esso di propaganda
nazista, venne realizzato in occasione delle Olimpiadi di Berlino.
Hitler conosceva la potenza dei mezzi di comunicazione e fu il
primo a promuovere l’ampia diffusione delle radio nelle case, oppure
la massiccia produzione di film e documentari. Da allora la
Riefenstahl è diventata la miglior regista del Fuhrer. Probabilmente
anche amante, ma lei ha sempre negato. Non è mai stata iscritta al
partito, ma la sua devozione allo stesso e al modo in cui
rappresentava la filosofia nazista fanno credere che comunque ne fosse
molto convinta. Ed è proprio questa convinzione che è sempre stata
in discussione, anche perché lei non ha mai rinnegato ufficialmente
il proprio passato. Alla fine della guerra ha cambiato attività, è
diventata fotografa e ha realizzato servizi per le maggiori riviste
del mondo. Recentemente anche passati i 90 anni si è dedicata alla
fotografia subacquea.
Negli ultimi due anni Jodie Foster ha cercato di portare le sue
memorie sul grande schermo, ma è stata prontamente messa sotto accusa
da diverse associazioni ebraiche americane. La stessa Riefenstahl le
ha comunque negato i diritti: il film non sarà realizzato. Un vero
peccato perché una figura tanto ambigua, quanto carismatica, varrebbe
la pena di essere meglio conosciuta e analizzata, e non certo
rifiutata per il proprio passato.