La caduta del generale Tito Andronico, la cui unica colpa è stata
quella di rifiutare di diventare imperatore. Ma non solo la caduta è
rappresentata, ma anche la vendetta che egli compie contro i suoi
nemici che tanto male hanno fatto sì che a lui capitasse.
Finalmente qualcuno ha avuto il coraggio di trasporre la più
cruenta tragedia shakespiriana sul grande schermo. Peccato che il
risultato non sia dei migliori. Le belle scenografie (Dante Ferretti),
i bei costumi (Milena Canonero), la bella fotografia (Luciano Tovoli),
non bastano a compensare la mancanza di una regia esageratamente
sfarzosa e fuori luogo che parte già da una trasposizione sulla carta
non eccellente (ci si chiede a cosa serva il bambino, se non come
scusa narrativa!).
Lacclamata regista teatrale inglese Julie Taymor, qui alla sua
opera prima, confeziona un film passabile, non indimenticabile che
poteva invece avere forti potenzialità.
Una nota totalmente negativa: Anthony Hopkins che rifà Hannibal
Lecter è insopportabile!