Susanna ha tentato il suicidio. Viene messa
"volontariamente" in un istituto di cura mentale: un manicomio dove incontrerà
tante altre ragazze con disturbi come i suoi.
Tratto dal romanzo autobiografico di Susanna Kaysen, il film riesce a non sfociare nel
patetico e nel compassionevole regalando unottima prova di attori perfettamente in
parte. Nonostante la Ryder figuri anche come produttrice del film, quindi da lei molto
voluto, è un'altra attrice che in questo film fa la figura del leone che ruba ogni scena:
è la bravissima Angelina Jolie che con questo film ha vinto pure loscar.
Il regista James Mangold aveva già dato buona prova di sé con il bel Copland,
confermandosi uno dei nuovi registi-autori di hollywood.