Un killer dal nome fittizio di Ghost Dog adotta come codice
di vita quello dei samurai, rimanendo così totalmente fedele fino alla fine al suo
padrone, un mafioso italoamericano che un tempo gli aveva salvato la vita. Nonostante la
stessa mafia cominci a dargli la caccia perché ha lasciato in vita una testimone, lui non
abbandona la sua filosofia di vita.
Jim Jarmusch, autore di capolavori quali Daunbailò e Dead Man, non
smentisce la qualità della sua sicura vena autorale, creando così un film tragico e
ironico sulla fedeltà, senza mai cadere nel banale o nel già visto. La prima parte in
cui il protagonista non dice una parola, è pressoché perfetta.