Trovarsi ogni sabato notte nello scantinato di un locale
malfamato della città e, uno contro uno, darsele a più non posso: sangue, cicatrici,
occhi neri, non disturbano questo passatempo-sfogo alternativo alla noia che il
protagonista e gli altri membri del club accumulano nel resto della settimana.
Film che vorrebbe dire molto e che osa molto, ma, nonostante il coraggio (dimostrato da
un ottimo inizio molto accattivante e decadentista), non riesce a scavare fino in fondo e
così scontrarsi con la semplicità, preferendo invece puntare su grossi temi come il
neo-nazismo e lanticapitalismo. E comunque grandiosa la prova del sempre più
bravo Edward Norton, ormai capace di passare, grazie al suo trasformismo fisico, in ruoli
apparentemente a lui molto distanti come in American History X.
Il regista David Fincher (Alien 3, Seven e The Game) si conferma tra i
nuovi (e pochi) Autori della nuova generazione americana: questo suo quarto film,
nonostante qualche concetto semplicistico e di maniera, ha comunque un fascino che
difficilmente si dimentica.