Ingiustamente vietato ai minori di 18
anni, non è un film violento, e nemmeno che incita alla violenza, ma è ideologicamente
prorompente. Vi sono molte scene in cui il protagonista Edward Norton, ragazzo filonazista
che per rabbia uccide due ragazzi di colore, esprime la sua convincente carica xenofoba in
maniera anche troppo coinvolgente ed esaltata, spaventando così un perbenismo che ha
troppa paura del passato e che rifiuta così questo film, invece di considerarlo come un
grido di rifiuto nei confronti dellintolleranza.
Ed è proprio in questo punto che il film cede in troppa retorica ideologica predicando
una certa redenzione. Ma il tutto resta comunque un forte pugno nello stomaco e il finale
riscatta molto bene quel buonismo che caratterizza il secondo tempo, lasciando inoltre a
intendere che non basta pentirsi del proprio passato per cambiare ciò che si è fatto o
che si è stati.
Lesordiente regista Tony Kaye, anche operatore e direttore della fotografia,
arriva dalla pubblicità... e si vede, ma il suo stile, secco ed esageratamente
enfatizzante, è riuscito a dare al film una certa forza visiva grazie anche ad un
perfetto uso dellalternanza colore/bianco e nero.