La società americana vista attraverso una famiglia in
crisi. Un marito che si sente trascurato dalla moglie, ambiziosa e instancabile
lavoratrice, il suo amante e datore di lavoro, la figlia diciottenne in carenza
comunicativa, lontano anni luce dai genitori, il vicino di casa stravagante e misterioso
di cui si innamorerà perdutamente, tutto nella più assoluta normalità.
Eppure in American Beauty cè qualcosa in più che la solita satira della
middle-class americana, ma come fra i petali di una rosa, figura ricorrente in tutto il
film, ecco che nasce un intreccio originale con un tocco di genialità.
Il cinema Hollywoodiano rinasce con questo film che, paradossalmente, segna un ritorno
al passato, in cui una solida sceneggiatura conta di più che una massiccia dose di
effetti speciali. Sam Mendes firma il suo primo lungometraggio, vincitore di ben otto
premi Oscar, e lascia una traccia indelebile nella storia del cinema, supportato da un
cast strepitoso e unanimemente ai rispettivi massimi, sul quale spicca Kevin Spacey,
capace di creare un personaggio insieme sgradevole e irresistibilmente vicino a noi. Da
vedere e rivedere.