LE RECENSIONI
a cura di Manuel Sgarella

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Vanilla Sky

Titolo originale: Vanilla Sky
Regia: Cameron Crowe
Interpreti: Tom Cruise; Cameron Diaz; Penelope Cruz; Kurt Russell; Jason Lee
Sceneggiatura: Cameron Crowe
Fotografia: John Toll
Musica: Nancy Wilson
Produzione: Usa, 2001
Durata: 136’

David è un giovane dirigente di successo di una grossa azienda. Le donne gli cadono letteralmente ai piedi, ma una sera incontra la ragazza della sua vita con la quale trascorre ridendo una notte intera. Scoperto da una ragazza gelosissima, invece, viene portato a fare un giro in auto, la ragazza volutamente si suicida provocando un disastroso incidente stradale proprio con David come passeggero. Il ragazzo sopravvive al disastro ma rimane sfigurato. Da cui il declino del giovane dirigente, confuso tra sogno e realtà.

Vanilla Sky è un remake di un film spagnolo del 1997 dal titolo Apri gli occhi del regista Aleandro Amenabar, lo stesso che ha recentemente diretto il gotico The Others. In Vanilla Sky, lo stampo narrativo del film originale si sente, ma l’impianto registico è totalmente assente. Hollywood ha sentito un inutile bisogno di rifare un film angosciante e misterioso che in patria aveva persino battuto Titanic negli incassi.

Le suggestioni presenti nel film spagnolo creano angoscia, paura, sorpresa, amore, gioco, lotte di classe. Tutto ciò manca in Vanilla Sky. Il regista Cameron Crowe ha letteralmente preso la sceneggiatura del film spagnolo, ha cambiato poche cose adattandolo all’America di oggi, ma il risultato è un film per la maggior parte noioso, che ha l’unico pregio di un’originale idea di fondo data dalla "vecchia" sceneggiatura.

Il regista Cameron Crowe aveva dato un’ottima prova di sé lo scorso anno con un bellissimo film come Almost Famous, Quasi Famosi e nel ’95 con bel Jerry Maguire, sempre con Tom Cruise. Ci si chiede come mai in questo remake abbia messo così poco di se stesso: non basta l’azzeccata scelta della colonna sonora (perfetta in ogni film diretto da Crowe) per rendere l’animo giusto alla pellicola.

Anche gli attori sembrano piuttosto imbalsamati e fuori parte, l’unica che si salva è la bella Cameron Diaz che con la sua gelosia-pazzia offusca letteralmente la collega Penelope Cruz che tra l’altro recitò anche nel film di Amenabar, nettamente con altri risultati. Purtroppo in questa trasposizione americana, le originali idee del primo film sono letteralmente sprecate, facendo figurare l’idea del film un mero pretesto per raccontare la filosofia spiccia di molti film americani che vogliono fare gli europei.

 

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