Troy
Titolo originale: Troy
Regia: Wolfgang Petersen
Interpreti: Brad Pitt, Orlando Bloom, Eric Bana, Peter O'Toole,
Brian Cox, Diane Kruger
Sceneggiatura: David Benioff
Fotografia: Roger Pratt
Musica: Gabriel Yared
Produzione: USA, 2003
Durata: 161 |
Non si può dire che ci si trovi
davanti alla traduzione letterale dell'opera di Omero, ma almeno ne
ripercorre l'epica e il coinvolgimento di una trama da sempre
caposaldo di molte storie. Troy, realizzato negli Stati Uniti
dal regista tedesco Wolfgang Petersen, già autore di U-boot 96,
Nel centro del mirino e de La tempesta perfetta,
accontenta più o meno tutti i gusti con un cinema che mette insieme
estetica pubblicitaria (ma non troppo, solo nella rappresentazione dei
nudi) e peplum in grande stile, come gli storici film che decenni or
sono venivano realizzati proprio in Italia.
Il risultato è una pellicola di tre
ore che ha molti punti forti e qualche punto debole. La forza è
sicuramente nella trama, adattata dallo stesso autore de La 25esima
ora. Ma anche nella regia, grandiose le battaglie, ma anche i
duelli, superbo il dialogo Priamo - Achille. I punti deboli sono
soprattutto nella scelta degli attori: di fronte a una Elena coi
capelli chiari e gli occhi azzurri (anche se molto bella) ci sono un
Brad Pitt e un Orlando Bloom troppo "lampadati" e bellocci
per essere verosimilmente credibili. Molto azzeccata, invece, la
scelta di Eric Bana - Ettore, lo stesso attore che lo scorso anno
aveva impersonato Hulk.
Per i cultori dell'opera di Omero, ogni
minuto di film sarà sicuramente una sofferenza, bisogna dirlo. Ma
sicuramente, per chi non conosce così bene la storia e vuol fare solo
un ripasso di quanto studiato alle scuole medie, si trova di fronte a
una visione divertente e spassosa quanto basta. Per i giovani, invece,
Troy può essere un buon "veicolo pubblicitario" per
quell'opera in versi per cui oggi occorrono davvero dei bravi
insegnanti perchè appassioni gli studenti.
Quasi tre ore di film con scene, sopratutto di massa (ma anche il
duello Achille - Ettore) che tolgono il fiato, con la scelta
(intelligente) di lasciare relegati in pochi secondi scene già
risapute come il tallone di Achille o il cavallo di Troia. Tematica
della guerra sempre attuale con analisi della sua inutilità (ormai
diventata quasi una moda) e Dei inesistenti, fanno del film un
classico prodotto popolare. Sicuramente da non cestinare per snobbismo
culturale.
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