LE RECENSIONI
a cura di Manuel Sgarella

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Traffic

Titolo originale: Traffic
Regia: Steven Soderbergh
Interpreti: Michael Douglas; Catherine Zeta-Jones; Tomas Millian; Benicio Del Toro; Albert Finney; Dennis Quaid; Benjamin Bratt
Sceneggiatura: Stephen Gaghan
Fotografia: Steven Soderbergh
Musica: Steve Martinez
Produzione:
USA, 2000
Durata:
147’

Due poliziotti messicani che combattono la droga a modo loro: sopravvivendo; due agenti speciali americani che devono proteggere un testimone chiave per incastrare un narcotrafficante; la moglie del narcotrafficante costretta a scegliere se perdere tutto o prendere in mano gli affari loschi del marito, fino a prima del suo arresto a lei sconosciuti; un giudice che combatte contro la droga, scoprendo che la prima battaglia che deve affrontare è quella di sua figlia che ne fa uso costante.

Quattro storie perfettamente intrecciate: ognuna con i suoi protagonisti, ognuna con le sue imperfezioni, ognuna con personaggi perfettamente costruiti, ognuna con una o più storie forti, ognuna un vero e proprio film. Soderbergh si dimostra essere un regista di talento: già affermatosi alla fine degli anni ’80 con Sesso, Bugie e Videotape e con il recente L’inglese, già autore del sopravvalutato Erin Brogkovich, con Traffic Soderbergh assesta un bel colpo a quella che è la piaga peggiore degli Stati Uniti, i quali non ne escono molto bene da questo film, nonostante il finale contentino creato apposta per i perbenisti. Questo film distrugge la facciata benpensante dell’america: i trafficanti sono i ricchi imprenditori, gli spacciatori i ragazzini bianchi, gli abituali consumatori i figli dei ricchi ("sono arrabbiata e non so nemmeno il perchè").

Spettacolare la fotografia: probabilmente un po’ troppo estetizzante, ma di sicuro impatto visivo, la scelta cromatica delle storie: virato a giallo seppia il bruciante Messico, arso dalle battaglie dichiarate dei cartelli messicani; blu elettrico l’america fredda e indifferente a quella che è ormai la quotidianità, dietro quel blu glaciale si nasconde la stessa querra che dichiaratamente scalda gli animi messicani, con l’unica differenza che quella stessa guerra la si combatte sotto il ghiaccio.

Soderbergh si dimostra essere anche un grande direttore d’attori: oltre a un grande Michael Douglas, una strepitosa Catherine Zeta Jones, un fenomenale Tomas Millian, su tutti Benicio del Toro domina con un’espressione a metà tra il furbesco e il tormentato, tra il dannato e la ricerca della redenzione: è di sicuro il candidato numero uno per la corsa agli Oscar. Traffic è inoltre candidato come miglior film, regia, sceneggiatura, montaggio.

 

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