Due poliziotti messicani che combattono la droga a modo loro:
sopravvivendo; due agenti speciali americani che devono proteggere un
testimone chiave per incastrare un narcotrafficante; la moglie del
narcotrafficante costretta a scegliere se perdere tutto o prendere in
mano gli affari loschi del marito, fino a prima del suo arresto a lei
sconosciuti; un giudice che combatte contro la droga, scoprendo che la
prima battaglia che deve affrontare è quella di sua figlia che ne fa
uso costante.
Quattro storie perfettamente intrecciate: ognuna con i suoi
protagonisti, ognuna con le sue imperfezioni, ognuna con personaggi
perfettamente costruiti, ognuna con una o più storie forti, ognuna un
vero e proprio film. Soderbergh si dimostra essere un regista di
talento: già affermatosi alla fine degli anni 80 con Sesso,
Bugie e Videotape e con il recente Linglese, già autore
del sopravvalutato Erin Brogkovich, con Traffic
Soderbergh assesta un bel colpo a quella che è la piaga peggiore
degli Stati Uniti, i quali non ne escono molto bene da questo film,
nonostante il finale contentino creato apposta per i perbenisti.
Questo film distrugge la facciata benpensante dellamerica: i
trafficanti sono i ricchi imprenditori, gli spacciatori i ragazzini
bianchi, gli abituali consumatori i figli dei ricchi ("sono
arrabbiata e non so nemmeno il perchè").
Spettacolare la fotografia: probabilmente un po troppo
estetizzante, ma di sicuro impatto visivo, la scelta cromatica delle
storie: virato a giallo seppia il bruciante Messico, arso dalle
battaglie dichiarate dei cartelli messicani; blu elettrico lamerica
fredda e indifferente a quella che è ormai la quotidianità, dietro
quel blu glaciale si nasconde la stessa querra che dichiaratamente
scalda gli animi messicani, con lunica differenza che quella stessa
guerra la si combatte sotto il ghiaccio.
Soderbergh si dimostra essere anche un grande direttore dattori:
oltre a un grande Michael Douglas, una strepitosa Catherine Zeta
Jones, un fenomenale Tomas Millian, su tutti Benicio del Toro domina
con unespressione a metà tra il furbesco e il tormentato, tra il
dannato e la ricerca della redenzione: è di sicuro il candidato
numero uno per la corsa agli Oscar. Traffic è inoltre
candidato come miglior film, regia, sceneggiatura, montaggio.