The
day after tomorrow - L'alba del giorno dopo
Titolo originale: The
day after tomorrow
Regia: Roland Emmerich
Interpreti: Dannis Quaid, Neil Corbould, Karen Goulekas
Sceneggiatura: Jeffrey Nachmanoff, Roland Emmerich
Fotografia: Ueli Steiger
Musica: Harald Kloser
Produzione: USA, 2003
Durata: 125 |
Una nuova glaciazione avvolge la parte
nord del mondo. A provocare la catastrofe che si abbatte molto
velocemente sulla Terra è uno scompenso climatico pari a quello
dell'ultima glaciazione. Un paleontologo prevede il fenomeno, ma
nessuno gli dà retta. E in un momento gli Stati Uniti si ritrovano a
chiedere ospitalità ai paesi del terzo mondo.
«che ne sarà dell'uomo? È
sopravvissuto all'ultima glaciazione, sopravvivrà anche ora. Come non
lo so». Di storie umane ce ne sono
nel nuovo film catastrofico dei Roland Emmerich, l'autore di Indipendence
Day e Godzilla. Ma, a differenza di questi due film, The
day after tomorrow non è poi tanto lontano dalla realtà e le
storie cosiddette "umane" contano poco nella narrazione (e
infatti sono la parte meno riuscita e banale del film).
La forza de L'alba del giorno dopo è proprio nella
grandiosità della rappresentazione da blockbuster, tutto effetti
speciali. Vedere una nave-cargo russa che attraversa come un fantasma
le strade di New York, oppure la Statua della Libertà coperta di
ghiaccio e neve fino alla vita (come lo era di sabbia ne Il pianeta
delle scimmie), non sembra che sia poi così lontano dalla
realtà. I repentini cambiamenti climatici sono sotto gli occhi di
tutti, ogni stagione.
A differenza di altri film
catastrofici, la nuova pellicola di Roland Emmerich ha la capacità di
diventare un vero atto politico nei confronti di una superpotenza come
gli Stati Uniti che non ha una vera e propria politica ambientale. E
lo fa nel più semplice dei modi: raccontando i fatti. Non a caso il
film è stato molto "usato" e attaccato, proprio in vista
dell'elezione del nuovo presidente.
La pellicola , proprio perchè hollywoodiana e ad alto budget, non
deve essere snobbata dai puristi del cinema. Anzi, L'alba del
giorno dopo è un bell'esempio di cinema. Anche se ha il difetto
di raccontare storie umane banali: il paleontologo con sensi di colpa
che deve salvare il figlio oppure la storia d'amore adolescenziale.
Tutti escamotage per agganciare e far identificare lo
spettatore.
The day after tomorrow non è
certo un capolavoro, e alla fine, la retorica non manca, ma
sicuramente e coraggioso negli intenti ambientalisti, anche se
furbescamente utilizzati, e sfrutta, come caratteristica principale
del genere, la voglia di catastrofe presente negli spettatori. Una
catastrofe che potrebbe non essere poi tanto lontana dalla
realtà.
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