LE RECENSIONI
a cura di Manuel Sgarella

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The cell - La cellula

Titolo originale: The Cell
Regia: Tarsem
Interpreti: Jennifer Lopez; Vince Vaughn; Vincent D’Onofrio; Dylan Bake; Gerry Becker
Sceneggiatura: Mark Protosevich
Musica: Howard Shore
Fotografia: Paul Laufer
Produzione:
USA, 2000
Durata: 95’

Catherine Deane è una psicologa che sta testando, in via sperimentale, una macchina che le permette di entrare nell’inconscio di un’altra persona. L’FBI le chiede di entrare nella testa di un Serial Killer andato in coma, per così scoprire dove questi ha nascosto la sua ultima vittima. Tra realtà e subconscio la linea è molto sottile, e per la giovane psicologa la mente del Serial Killer può diventare una gigantesca trappola.

Barocco e visionario, sono le due caratteristiche di questo film video-clip che sfrutta, oltre alla notorietà dell’attrice cantante Jennifer Lopez, la grande capacità suggestiva del giovane regista Tarsem. Tutto il resto passa in secondo piano: colpiscono le sfarzose scenografie, gli sfavillanti costumi, l’originalità della rappresentazione fisica dell’inconscio a seconda del personaggio. Ma non basta tutto questo per creare un bel film.

Siamo catturati per due ore da una potenza visiva che ben pochi film negli ultimi anni hanno saputo raggiungere, ma purtroppo la storia non è all’altezza delle potenzialità che il film poteva sfruttare. Semplice e banale, la trama sembra solo essere un pretesto per la rappresentazione: la sceneggiatura dimentica i personaggi riducendoli a semplici esecutori di una serie di azioni atte a far proseguire le fatiscenti scene.

Paragonato a Il silenzio degli innocenti, The Cell non riesce a approfondire lo spessore dei protagonisti rendendoli piatti e non credibili, chiudendoli in cliché che, dopo un buon inizio e un discreto primo tempo, fanno letteralmente naufragare la pellicola nella prevedibilità. Il gran bel simbolismo visivo, già usato nel passato alla perfezione dal bello e angosciante Seven e continuato con il discreto Stigmata, rischia di essere banalizzato appunto dalla esile trama.

Peccato perché, seppur l’idea della realtà in un'altra realtà sia ormai argomento comune nel cinema (The Truman Show, Matrix, Il Tredicesimo Piano, Dark City), The Cell poteva godere di una marcia in più, ma purtroppo la visionarietà del regista non basta da sola a salvare tutto il film.

 

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