LE RECENSIONI
a cura di Manuel Sgarella

HOMEVIDEO
SITO UFFICIALE

bianco2.gif (812 byte)

Il talento di Mr Ripley

Titolo originale: The talented Mr Ripley
Regia: Anthony Minghella
Interpreti:
Matt Damon; Jude Law; G.Paltrow; Cate Blanchett; S.Rubini
Sceneggiatura: Anthony Minghella
Durata: 139’

E’ un classico thriller in stile hitchoniano che segue le orme de Il Delitto Perfetto e L’Ombra del Dubbio, dove sono proprio le coincidenze e il caso a portare al delitto più efferato: l’omicidio.
"Falsificare firme, imitare voci, essere altre persone". Così Ripley (Matt Damon) descrive il suo talento in uno dei pochi momenti di sincerità. Infatti lui, un uomo qualunque, spacciatosi per caso per amico del figlio di un miliardario, viene mandato da quest’ultimo in Europa a recuperare il figlio che non vuole più tornare a casa. Ma la "dolce vita" fatta di barche, vespe e beato far nulla (come gli americani vedono l’Italia!), lo farà restare più del previsto facendolo così precipitare in un vortice di coincidenze senza ritorno.
La continua lotta tra quello che si è e quello che si vorrebbe essere, sembra essere fondamentalmente il tema principale del film. Ma c’è dell’altro: l’incapacità di non saper affrontare gli eventi perché è più facile "eliminare" un problema che affrontarlo: è più facile scappare. Infatti, anche l’ambientazione del film si sposta in varie località, in ognuna delle quali, sotto una prima patina di spossatezza, allegria e godibilità della vita, è ben evidenziato il tema del viaggio. Ma un viaggio inteso come fuga: mentre Ripley è alla ricerca di un identità, tutti gli altri personaggi tentano di fuggire dai loro cliché, ma nessuno riesce a vivere senza quella caratteristica che li ha resi quello che sono: la società che li circonda.
Il film è stato girato quasi totalmente in Italia e vi sono pure dei "camei" dei nostri Beppe e Rosario Fiorello, Stefania Rocca e Sergio Rubini. Quest’ultimo, nella figura di un commissario, non sfigura affatto in un bel duello recitativo con il bravo Matt Damon.
Candidato a 5 premi Oscar, tra cui quello per la Migliore Sceneggiatura, tratta da uno dei cinque racconti che compongono il romanzo di Patricia Hightsmith del ’57, il regista de Il Paziente Inglese Anthony Minghella, crea un’opera avvolgente che può non affascinare il cultore degli Action Movie degli anni ’90 (stile Armageddon), ma che, nonostante un inizio piuttosto lungo, riesce a creare una certa atmosfera claustrofobica dalla quale si vorrebbe fuggire con Ripley.

 

bianco1.gif (833 byte) bianco2.gif (812 byte) bianco3.gif (854 byte)