LE RECENSIONI
a cura di Manuel Sgarella

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Sweet november

Titolo originale: Sweet November
Regia:
Pat O’Connor
Interpreti:
Keanu Reeves; Charlize Theron; Jason Isaacs; Frank Lagella; Greg Germann
Sceneggiatura:
Kurt Voelker
Fotografia:
Edward Lachman
Musica: Enya; Christopher Young

Produzione:
USA, 2001
Durata:
119’

Costretti a incontrarsi alla motorizzazione per rifare l’esame della patente, Nelson e Sara sono una coppia apparentemente agli opposti: lei piena di vita, che trova la gioia nelle piccole cose; lui, oppresso e ossessionato dal lavoro, non vede null’altro che non sia la ricerca del successo. Questo fino a quando Nelson viene licenziato: Sara allora gli propone di diventare il suo "novembre" andando a vivere con lei, in maniera tale che lei possa così "salvarlo".

Da quando Love Story sbaragliò i botteghini negli anni settanta, ogni tanto, qualche film d’amore strappalacrime ritenta il colpaccio: Sweet november non riesce a coinvolgere appieno lo spettatore, la forza emotiva che provoca è pressoché nulla; la storia è costruita su stereotipi che ormai sono saputi e risaputi: la bella ragazza piena di vita, l’uomo insensibile che pensa solo al lavoro. Nonostante le simpatiche scaramucce iniziali, non si riesce ad andare oltre le due ore di noia.

Quest’anno già Autumn in New York aveva tentato, inutilmente, di proporsi come il nuovo film strappalacrime del momento: l’esagerato e finto pessimismo, unito all’incapacità di riuscire a coinvolgere, fanno sì che anche qui non si riesca nemmeno a seguire le varie traversie o sorprese della storia. Il regista O’Connor è specializzato in sentimenti e, in passato, aveva decisamente fatto di meglio con un bel film come Amiche, ma questo Dolce Novembre, remake di un omonimo film del ’69, mette davvero in seria discussione le sue reali capacità: nulla esce dai canoni, nulla stupisce, nulla coinvolge, nulla mette in discussione quello che fin dalla prima inquadratura è chiaro a tutti: una classica storia d’amore.

L’accoppiata Reeves-Theron fu già collaudata con grande successo ne L’avvocato del diavolo: l’affiatamento raggiunto in quel film, risultò vincente sotto tutti i punti di vista e servì a entrambi gli attori per uscire dai loro cliché: mentre si può soprassedere sulla Theron, che sta ancora scoprendo la sua popolarità, si conferma invece che, ormai, Keanu Reeves è prigioniero di Neo, il personaggio che interpreta in Matrix: ogni sua espressione è funzionale a una storia che decisamente non è Sweet november.

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