Nel XXII
secolo lastronave di soccorso Nightingale 229 sta compiendo una spedizione
nello spazio, quando improvvisamente arriva un segnale di soccorso da un pianeta della
galassia. Nonostante linusuale messaggio, arrivato da molto lontano, i membri
dellequipaggio decidono di andare in aiuto. Dopo aver compiuto il balzo
nelliperspazio arrivano a destinazione, ma si ritrovano davanti a una supernova in
procinto di esplodere. Avranno poche ore per compiere il salvataggio e tornare indietro
senza essere risucchiati.
Una supernova è praticamente una stalle che sta per esplodere con
una potenza pari a quella che il nostro sole emanerebbe in 100 milioni di anni, diventando
anche un enorme centro di gravità. Questo si troverebbero davanti lequipaggio del Nightingale
229. Trovata non originalissima, ma resa niente male dal regista Walter Hill (Johnny
il bello, 48 ore, Ancora vivo), nascostosi dietro lo pseudonimo Thomas Lee in quanto
la produzione non lo ha lasciato effettuare il montaggio.
Immagini molto belle, effetti speciali non male, se uscito in tempo
sarebbe dovuto essere la risposta della MGM a Star Wars Episode 1. Ma la
produzione si è dilungata oltre, perdendo così la competizione e dovendosi accontentare
delle briciole della scia lasciata dal miliardario film di Lucas.
Supernova manca di originalità soprattutto nella storia:
tutto sembra già di essere stato visto, non ci sono grossi colpi di scena e la visione
viene appagata solo se la si gode in un cinema con un buon impianto audio. Nonostante la
produzione e il montaggio (non accreditato) di Francis Ford Coppola (anche lui appare nei
credits solo con uno pseudonimo, si dice per non fare un torto allamico Walter
Hill...), Supernova rischia di passare per un semplice film di fantascienza
facilmente dimenticabile, non brutto, ma dal quale (viste le collaborazioni) ci si
aspettava molto di più. Walter Hill, infatti, fu tra gli sceneggiatori-creatori di Alien.
Buono per godersi una calda serata estiva poco impegnata.