Il solitario orco dalla pelle verde vive da solo nella sua
puzzolente palude: l’idillio della solitudine è totale e appagante,
tutto funziona alla perfezione fino a che i vari personaggi del mondo
delle fiabe vengono relegati nella sua "casa". Per ritrovare
la sua pace dovrà andare a parlare con lord Farquaad, il responsabile
del problema, il quale gli affiderà l’incarico, assieme al fidato
asino Chiuchino, di liberare la principessa per riavere la sua
puzzolente palude.
Kolossal digitale che lancia sempre più la Dreamworks di Steven
Spielberg contro quell’egemonia monopolistica targata Disney. Con
Shrek la casa di produzione che già convinse con Z la formica,
dimostra di saper centrare l’obiettivo: il successo annunciato di
pubblico era quasi scontato, ma quel che più stupisce è che piace
alla critica esattamente come, fino a pochi anni fa, piacevano anche i
film Disney (come Il Re Leone o Toy Story): non a caso
lo scorso maggio Shrek fu selezionato per partecipare al
festival di Cannes, il più ambito dei festival internazionali.
Shrek si rivolge a grandi e piccoli: come già fece Toy
Story della Pixar-Disney, vi sono più livelli di lettura per
questa fiaba che non solo racconta l’amore tra un orco e una
principessa, ma riesce ad esprimere tutto il potenziale contenuto in
buffi luoghi comuni: l’amore si trova oltre le apparenze? Sì, ma il
concetto di bello non è universale, ma unico e soggettivo che può
nascondersi anche dietro a un rutto o a una doccia nel fango.
Solo in apparenza quindi il film vuole rimanere nei canoni della
fiaba: ne rompe invece le regole facendo entrare in un citazionismo
indiretto anche Pinocchio e la Fata Turchina, non solo come omaggio al
passato, ma anche come evoluzione verso il futuro: a metà tra La
bella e la bestia e le commistioni postmoderne e fiabesche di Matrix
e La tigre e il dragone (dichiaratamente citati a livello
visivo), Shrek riesce nell’intento di comunicare a un ampio
pubblico, cosa che la Disney ultimamente ha perso un po’ troppo di
vista, cercando invece di andare sempre più solo verso un pubblico
adulto.
Questo nuovo cartone digitale, pieno di doppi sensi che solo un
adulto può cogliere, è divertente e spassoso, non classico, un film
dove il cattivo non ha paura di essere cattivo, un film che è un vero
e sicuro oggetto di culto che certo non annoierà nessuno.