LE RECENSIONI
a cura di Manuel Sgarella

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Scream 3

Titolo originale: Scream 3
Regia: Wes Craven
Interpreti: Courteney Cox; Neve Campbell; David Arquette; Lance Henriksen; Roger Corman; Carrie Fischer
Fotografia:
Peter Deming
Sceneggiatura: Ehren Kruger
Musica: Marco Beltrami
Produzione: USA, 2000
Durata: 110’

Il serial Killer più cinefilo della storia del cinema torna a mietere le sue vittime tra la troupe di "Stab 3", il nuovo sequel che si gira a Hollywood basato sulle vicende di Woodsboro. Il killer vuole sapere a tutti i costi dove si trova Sidney, ritiratasi a pieno isolamento sociale per sfuggire a qualsiasi maniaco.

Una trilogia che si rispetti ha sempre le sue regole e durante il film vengono ampiamente, e letteralmente, esplicitate. Se il primo Scream smontava e rimontava le regole del cinema horror e il secondo le infrangeva un’altra volta, questo terzo capitolo è totalmente senza regole... perlomeno in apparenza.

Dopo uno Scream 2 non del tutto ai livelli del geniale Scream, con questo film che chiude la trilogia, Craven dimostra di non aver perso per niente la sua vena orrorifica e rivoluzionaria che ha cavalcato e rifatto le regole del genere per ben due decenni (negli anni ’80 fu la volta di Nightmare). Ci ritroviamo così di fronte a un film che raggiunge la sua completezza nella trilogia e che visto singolarmente, rischia solo di provocare qualche spavento, ma di non essere del tutto eccezionale. Mentre la sua originalità, la sua forza è proprio nel fatto di essere il numero 3, quello che chiude la serie, quello che basa le regole e le aspettative dello spettatore proprio sugli altri due film.

Negli Stati Uniti il film ha incassato esattamente come le due pellicole precedenti: 100 miolioni di dollari. Un successo enorme per il genere, che fa della trilogia, la più cospicua e proficua serie della storia del cinema horror.

Nonostante gli interessamenti di Kevin Smith (regista di Clerks-Commessi e Dogma) per un eventuale numero 4, la vera trilogia si conclude con questo numero 3. Infatti, Craven per realizzare quest’ultimo episodio ha dovuto faticare parecchio: oltre a non facile convincimento degli attori protagonisti che non volevano essere chiusi in un ruolo a vita, la sceneggiatura ha visto molte mani, delle quali si sono perse proprio quelle dell’ideatore della serie Kevin Williamson.

Inoltre, questo film sembra essere l’addio del maestro Wes Craven al cinema horror, datosi totalmente ad altro genere con l’ancora inedito La musica del cuore. 

 

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