Red
Dragon
Titolo
originale: Red Dragon
Regia: Brett Ratner
Interpreti: Anthony
Hopkins ; Edward Norton ; Emily Watson ; Raplph
Fiennes ; Harvey Keitel
Fotografia: Dante
Spinotti
Sceneggiatura: Ted
Tally
Musica: Danny Elfman
Durata: 130’
Produzione: 2002 |
Non eguaglia certo quel capolavoro che è Il
silenzio degli innocenti, ma almeno non rispecchia la mediocrità
di Hannibal. Red
Dragon racconta la storia del detective dell’Fbi che è riuscito
ad arrestare il dottor Lecter e che è costretto a “tornare sul
campo” per via di un serial Killer che sta sterminando le normali
famiglie americane.
Un cast all star che godeva di tutti punti a favore per realizzare un
capolavoro: la presenza di Hopkins (anche se ormai piuttosto
ingombrante), un bravissimo giovane come Edward Norton (il
protagonista di Fight Club e American History
X), l’ossessionato serial killer Ralpf Fiennes, una bravissima
Emily Watson, il caratterista per eccezione Harvey Keitel. Ma non
solo, la sceneggiatura è di Ted Tally, lo stesso che ha firmato Il silenzio degli innocenti, la fotografia è di Dante Spinotti, lo
stesso di Munhunter, il
film firmato da Michael Mann e che per primo ha scoperto questo
romanzo di Thomas Harris, ormai diventato un culto.
Ma allora cosa non ha funzionato? Una regia piatta, incapace di
gestire attori che avevano un grosso potenziale. Ma soprattutto la
mancanza di quelle invenzioni visive e narrative capaci di
sottolineare i rapporti umani tra i diversi protagonisti. Il regista
Brett Ratner non è un esordiente, ma ha diretto finora solo
commediole discrete. Purtroppo la saga di Thomas Harris dal punto di
vista cinematografico non è paragonabile a quella di Alien
che invece ha rilevato finora dei grandi registi. Ma lo stampo che
lascia il film è soprattutto quello dell’ex produttore italiano che
ha fatto la storia del cinema: Red Dragon è sostanzialmente un film di Dino De Laurentis.
Il “silenzio” è ormai entrato nell’immaginario collettivo,
mentre il meno conosciuto Munhunter
è un capolavoro di regia. La presenza di queste due pellicole è
troppo ingombrante per qualsiasi giovane regista. Bratner tenta di
evitare il confronto Norton/Hopkins, puntando soprattutto sulla storia
d’amore tra il serial killer e la cieca donna capace di vedere la
bellezza di un uomo. Purtroppo però questo passaggio viene abbandonato
a scapito di una narrazione molto anni ’80 e che poco scava in un
grosso potenziale narrativo.
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