LE RECENSIONI
a cura di Manuel Sgarella

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Rat race

Titolo originale: Rat Race
Regia: Jerry Zucker
Interpreti: Woopy Goldberg; John Cleese; Rowan Atkinson; Jon Lovitz; Cuba Gooding Jr; Amy Stewart
Sceneggiatura: Andy Breckman
Fotografia: Thomas Ackerman
Musica: James McKee Smith; John Powell
Produzione: Usa, 2001
Durata: 120’

Un eccentrico miliardario, proprietario di un casinò di Las Vegas, organizza per scommessa una gara tra un gruppo di americani della media borghesia. Obiettivo: il primo che arriva in una cassetta di sicurezza in una stazione ferroviaria del New Mexico, si porta a casa il contenuto, ben due milioni di dollari.

Un misto tra Una pallottola spuntata, L’aereo più pazzo del mondo, Una poltrona per due, passando anche per Questo pazzo pazzo pazzo mondo, Rat Race non è la semplice commedia demenziale americana. Non fraintendiamo, non è neppure particolarmente colta e intelligente, ma almeno non cade mai nel ridicolo o nella macchietta. Merito anche del regista Jerry Zucker, coautore di quel genere che negli anni ’80 ha rinverdito il genere comico americano e che recentemente si era dato alla commedia romantica.

Tra i partecipanti alla corsa ai soldi si annoverano una serie di scorrettezze degne della migliore scuola comica. In Rat Race non vi è nulla che farà scuola o che romperà gli schemi della comicità, ma almeno ha il pregio di essere fedele a un genere recentemente stra-abusato e distorto dalle commedie demenziali giovanilistiche degli anni ’90. In un certo senso è come un ritorno al passato, un ritorno a quella comicità fatta di esagerazioni e situazioni irreali che creano una gag dietro l’altra. Come le indimenticabili scene della "mucca volante" o della ricerca del "cuore da donare".

Complice anche un cast di vere stelle dell’autoironia: dall’ex Monty Python John Cleese alla veterana della comicità Woopy Goldberg, dal Mr.Bean Rowan Atkinson allo scatenato Cuba Gooding Jr, che conferma così la sua vena comica cominciata con Jerry Maguire. Indimenticabile il cameo di una cattivissima Kathy Bates, la quale a sorpresa non fa dimenticare il personaggio, rimasto nei cuori di tutti, della fanatica lettrice di Misery. Grandioso poi il cameo finale degli Smash Mouth.

Una commedia certo, che molto probabilmente in Italia passerà quasi in sordina, offuscata dall’uscita de Il signore degli anelli, Rat Race non è un film comico perfetto, ha i suoi momenti di stanca e tutto sembra un po’ come già visto, ma quella vena di intelligente, sana, spontanea cattiveria non va mai negato, soprattutto se quello di cui poi stiamo ridendo, siamo noi stessi.

 

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