Un ragazzo prodigio diciassettenne, Russell Hammond, che vuole fare
il critico musicale, viene contatto dalla rivista Rolling Stone per
seguire in tour la band degli Stillwater. Avvolto dalla dirompente e
varia musica degli anni settanta, inizia così per Russell, il viaggio
che per sempre cambierà la sua vita e i rapporti con le persone che
gli stanno intorno.
Autobiografia del regista su una storia realmente accadutagli a
quelletà, Quasi famosi non solo ripropone la vita e la
cultura del "tramonto del rock", le briciole degli anni 60,
come vengono definite nel film, bensì unintera rivoluzione sia
musicale che di pensiero. A rappresentare un decennio di costruzione
vi è una potente colonna sonora che lascia ampio respiro ai generi
che hanno contaminato lepoca. Ma non è solo la musica a reggere il
film: la storia, premiata questanno con lOscar alla miglior
sceneggiatura, mette in primo piano il cambio generazionale, la
perenne voglia di crescere dei giovani, il rispetto per qualcosa in
cui veramente si crede.
Cameron Crowe aveva già dimostrato in passato di saperci fare con
la musica realizzando un bel filmetto indipendente come Singles
Lamore è un gioco, dove forse era sì più arrabbiato e
grintoso, ma non altrettanto coinvolgente come in Quasi famosi:
è come se Crowe avesse mescolato il sentimentalismo di Jerry
Maguire, film che lha portato alla ribalta internazionale, con
la voglia di cambiamento, di uscire dagli schemi già presente in Singles.
Ne esce così un film dai tratti quasi documentaristici, ma che sa
come rappresentare allo spettatore lemozione di vivere il periodo
degli anni 70.
Un gran bel cast che ha fatto scoprire la bella e brava Kate
Hudson, figlia di Goldie Hawn, che impersona alla perfezione il
concetto di ragazza musa che cela la propria insoddisfazione dietro
alla maschera della ragazzina felice. Perfetta nella parte come tutto
il giovane cast: dal protagonista, la cui scelta dice il regista
essere stata molto difficile, fino ad arrivare alla bella Anna Paquin
che ha un piccolo ma bel ruolo.