LE RECENSIONI
a cura di Manuel Sgarella

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Quasi famosi

Titolo originale: Almost Famous
Regia: Cameron Crowe
Interpreti: Bill Crudup; Kate Hudson; Frances McDormand; Jason Lee; Anna Paquin
Sceneggiatura: Cameron Crowe
Fotografia: John Toll
Musica: Nancy Wilson
Produzione:
USA, 2001
Durata: 122’

Un ragazzo prodigio diciassettenne, Russell Hammond, che vuole fare il critico musicale, viene contatto dalla rivista Rolling Stone per seguire in tour la band degli Stillwater. Avvolto dalla dirompente e varia musica degli anni settanta, inizia così per Russell, il viaggio che per sempre cambierà la sua vita e i rapporti con le persone che gli stanno intorno.

Autobiografia del regista su una storia realmente accadutagli a quell’età, Quasi famosi non solo ripropone la vita e la cultura del "tramonto del rock", le briciole degli anni ‘60, come vengono definite nel film, bensì un’intera rivoluzione sia musicale che di pensiero. A rappresentare un decennio di costruzione vi è una potente colonna sonora che lascia ampio respiro ai generi che hanno contaminato l’epoca. Ma non è solo la musica a reggere il film: la storia, premiata quest’anno con l’Oscar alla miglior sceneggiatura, mette in primo piano il cambio generazionale, la perenne voglia di crescere dei giovani, il rispetto per qualcosa in cui veramente si crede.

Cameron Crowe aveva già dimostrato in passato di saperci fare con la musica realizzando un bel filmetto indipendente come Singles – L’amore è un gioco, dove forse era sì più arrabbiato e grintoso, ma non altrettanto coinvolgente come in Quasi famosi: è come se Crowe avesse mescolato il sentimentalismo di Jerry Maguire, film che l’ha portato alla ribalta internazionale, con la voglia di cambiamento, di uscire dagli schemi già presente in Singles.

Ne esce così un film dai tratti quasi documentaristici, ma che sa come rappresentare allo spettatore l’emozione di vivere il periodo degli anni ’70.

Un gran bel cast che ha fatto scoprire la bella e brava Kate Hudson, figlia di Goldie Hawn, che impersona alla perfezione il concetto di ragazza musa che cela la propria insoddisfazione dietro alla maschera della ragazzina felice. Perfetta nella parte come tutto il giovane cast: dal protagonista, la cui scelta dice il regista essere stata molto difficile, fino ad arrivare alla bella Anna Paquin che ha un piccolo ma bel ruolo.

 

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