Prima
ti sposo, poi ti rovino
Titolo originale: Intolerable
Cruelty
Regia: Joel Coen
Interpreti: George Clooney; Catherine
Zeta Jones; Geoffrey Rush; Billy Bob Thorthon
Sceneggiatura: Ethan Coen; Joel Coen; Robert Ramsey; Matthew
Stone
Fotografia: Roger Deakins
Musica: Carter Burwell
Produzione: USA, 2003
Durata: 100 |
Lui è un avvocato di successo,
specializzato nella difesa della vittima nelle pratiche di divorzio.
Lei è una mangia-uomini, si sposa e divorzia dopo qualche mese o anno
per prendersi la metà dei beni del consorte. Lui riesce a farle
sfumare un risarcimento milionario e lei decide di vendicarsi.
Sposandolo. Lui le casca ai piedi, ma non è un merlo come tutti gli
altri. Almeno all’inizio…
Una bella commedia romantica “old
style”, come non se ne vedevano da tempo. Il periodo delle commedie
scoppiettanti e intelligenti era finito da tempo e i fratelli Coen
riescono a completare questa storia, tra l’altro ottimamente
scritta, con il loro tocco tanto surreale quanto veritiero. Da più
parti il film è stato definito “stile anni ’30-40”. È vero, ma
non è una semplice copiatura delle vecchie commedie della Hollywood
dei tempi d’oro. Prima ti sposo, poi ti rovino è soprattutto
un’agghiacciante critica al mondo delle coppie e dei matrimoni in
cui la perdita dei valori è indispensabilmente collegata al fattore
materiale del rapporto.
Apparentemente il film viene snobbato
soprattutto in Italia perché creduto un mero prodotto commerciale,
come la solita commedia romantica che non aggiunge nulla di nuovo al
panorama. Non è così. Il film non ha nulla a che vedere con Due
perfetti innamorati (tra l’altro nemmeno brutto) o con le varie
commedie con Hugh Grant sempre più uguale a se stesso (tranne
nell’ultimo About a Boy, ma lì c’era dietro una solida
storia di Nick Hornby). Il film dei fratelli Coen ha semplicemente
quella marcia in più che ha reso grandi pellicole come Fratello
dove sei o Il grande Lebowsky. Lo stesso Gorge Clooney ha
dichiarato che per i due fratelli (uno regista, l’altro produttore)
farebbe di tutto e ha definito il film il secondo capitolo della
“trilogia dell’idiota” (il primo sarebbe stato appunto Fratello
dove sei).
Grandi cameo dell'affezionato Billy Bob
Thorthon, già protagonista coi Coen nell'ottimo noir L'uomo che non
c'era. Impareggiabile, come al solito, la figura del killer asmatico.
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