Due amici che hanno dedicato la loro vita al volo, si innamorano
della stessa donna: quando uno dei due torna da una missione dove si
credeva fosse deceduto, questi scopre ciò che hanno fatto lamico e
la ragazza. I tre non fanno in tempo a risolvere la questione che il 7
dicembre 1941 accade linevitabile: gli aerei giapponesi
dell'ammiraglio Ysoroku Iamamoto attaccano a sorpresa le navi della
Flotta Americana del Pacifico a Pearl Harbor. È linizio dellinferno.
Il 50 per cento della potenza aeronavale americana venne distrutta
in quellattacco; attacco effettuato tra laltro a tradimento,
preparato mentre, ufficialmente, americani e giapponesi trattavano la
pace. Il colosso americano subisce così la sua prima sconfitta: il
Pacifico non è più scusa di tanta sicurezza: da quel giorno gli
Stati Uniti capiscono di non essere poi tanto invincibili, capiscono
di essere costretti a entrare in quella guerra europea che era la
seconda guerra mondiale.
Tutto ciò sarebbe anche interessante e molto allettante da
affrontare se il film non si perdesse in inutili nazionalismi storici,
atti semplicemente a sollazzare lego degli americani delusi e
vendicativi che non ammettono sconfitta alcuna. La voglia di rivalsa e
rivalutazione che percorre la pellicola sembra essere quella dei
vecchi film di guerra con John Wayne: dichiaratamente costruiti per
infondere forza e coraggio agli americani dopo la sfiducia arrivata
con il bombardamento di Pearl Harbor, tali film erano pura propaganda
nazionalista.
La potenza sentimentale di Titanic, lefficacia registico-visiva
di Salvate il soldato Ryan, la crudezza e realismo de La
sottile linea rossa, sembrano inoltre essere i cardini che muovono
il film di Michael Bay verso quellondata di film di guerra che si
appresta a invadere i nostri schermi. Peccato che dei bei film citati
il regista non ne abbia saputo cogliere lanima, prendendo
semplicemente spunto, soprattutto visivo, per creare un inutile
prodotto destinato a non lasciare alcuna traccia, ne emozione.
La regia, seppur d'effetto nelle scene di guerra, risulta essere
esageratamente patinata e finta, priva di originalità: di tre ore di
film si salvano solo i 50 minuti di bombardamento: non solo per le
scene (bellissima la soggettiva della bomba che cade sulla portaerei),
ma proprio per quel senso di sconfitta e annientamento che invade
quelle immagini. Non che lAmerica debba essere annullata, ma i
tempi di John Wayne sono finiti e infondere agli americani finta
sicurezza rivedendo la storia in maniera così semplicistica è pura
ipocrisia.