LE RECENSIONI
a cura di Manuel Sgarella

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Ogni maledetta domenica

Titolo originale: Any Given Sunday
Regia: Oliver Stone
Interpreti:
Al Pacino; Cameron Diaz; Dennis Quaid; Jamie Fox
Sceneggiatura: John Logan; Oliver Stone
Fotografia: Salvatore Totino
Durata: 150’

"Ogni maledetta domenica si vince o si perde, resta solo da vedere se si vince e si perde da uomini". Questa la filosofia del trentennale allenatore della squadra di football (Al Pacino) che sembra avere perso la grinta nel gioco; la nuova proprietaria della squadra vuole costringerlo ad adattarsi ai tempi, perché lui è ormai "superato". Ma non è la grinta che gli manca all’allenatore, e non è neppure la stanchezza che demotiva: è il mondo intorno che è cambiato. Il modo di fare sport, come viene affrontato dai giocatori, il loro spirito, sembra non essere più lo stesso.

E’ su questo aspetto dello sport che il film punta il dito: i media, la pubblicità, la fama, la ricchezza, gli sponsor, le dirette TV, le donne. Anni fa, una partita di football durava all’incirca un’ora, oggi, con le interruzioni pubblicitarie e per esigenze di diretta, dura tre ore.

Il vecchio che si scontra col nuovo, la novità con l’usato, l’esperienza con l’impulsività: temi già molte volti affrontati nel cinema, ma mai con la crudezza che ha usato il regista Oliver Stone. Questi, già autore del bel Platoon e del molto discusso Natural Born Killers, ha visto il campo da football come un campo di battaglia rappresentando le partite come una guerra all’ultimo sangue e creando così un realismo e un coinvolgimento tali che pare di sentire pure le ossa rompersi nei violenti scontri.

Dopo uno buono e perfido inizio, in cui tutta la cattiveria e l’arrivismo americano vengono messi alla berlina e sbeffeggiati, il film purtroppo si perde nei meandri del buonismo (stile "l’unione fa la forza"), ormai caratteristico dei film sportivi americani. Nonostante la partita conclusiva riesca a destare bene l’attenzione, grazie soprattutto a un serrato montaggio molto anomalo ma coinvolgente, nel finale si rischia di sfiorare la retorica, facendo cadere il film nella banalità.

Un buon successo in America che ha risollevato le quotazioni del regista dopo il flop di U-Turn/Inversione di marcia, Ogni maledetta Domenica in Italia, dove questo sport non solo non è molto conosciuto ma non è neppure praticato, non è destinato a vita facile, nonostante la notorietà degli attori. Cameron Diaz (The Mask, Il Matrimonio del mio Migliore Amico) finalmente esce dai suoi ruoli di sposina isterica o bellezza mozzafiato e ci regala una parte da ottima cattiva: è una vera bellezza osservarla nella sua cinica determinazione che ha come unico ideale la contabilità.

 

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