Appena uscito di prigione, Danny Ocean ha già in mente un altro
grande colpo. Obiettivo: il caveau di tre casinò di Las Vegas, tutti
di proprietà di Terry Benedict, lo spietato uomo con cui è
attualmente legata la ex moglie del carcerato. Danny metterà così in
piedi una banda di 11 uomini per rubare all’uomo d’affari 150
milioni di dollari in una sola notte.
Remake del non esaltante Colpo Grosso, pellicola
degli anni ’60, Ocean’s eleven (che ne riprende il
titolo originale), a distanza di circa quarant’anni ha il pregio di
riportare in auge i grandi film fatti di grandi star, con una
produzione degna di pellicole come L’inferno di cristallo o L’avventura del Poseidon.
Colpo Grosso aveva
come protagonisti Frank Sinatra, Sammy Davis Junior, Dean Martin e molti altri del
cosiddetto Rat Pack, ma il film anche allora risultò molto fiacco e
demotivato. Questo, invece, è uno dei pochi casi di remake più
riusciti dell’originale.
Recitare in una pellicola diretta dal regista Steven Soderbergh è
ormai diventata una moda a Hollywood. Il Premio Oscar alla regia per Traffic
e la doppia candidatura l’anno scorso anche per Erin
Brockovich, hanno fatto sì che l’ex regista indipendente diventasse
in pochissimo tempo un Re Mida del cinema, e riuscisse così a mettere
insieme, nello stesso film, divi come George Clooney, Brad Pitt,
Julia
Roberts, Andy Garcia, i quali hanno accettato di lavorare a compenso
ridotto pur di fare insieme Ocean’s Eleven.
Non si tratta però di un film di soli divi. Il regista dei
singolari Sesso, bugie e videotape e L’inglese conosce
bene la macchina cinema e sa che soprattutto a una buona sceneggiatura
si deve il successo di un film di cassetta come questo remake. Battute
esilaranti, soluzioni intelligenti e colpi di scena ben congeniati,
fanno sì che Ocean’s Eleven non annoi come l’originale
e tenga agganciato lo spettatore non solo per il carisma dei
protagonisti (seppur molto importante per il successo del film).
Gli stessi divi sembrano essersi molto divertiti sul set e l’accoppiata
Clooney-Pitt è esilarante. Non bisogna di certo aspettarsi il film
impegnato socialmente o che faccia pensare, ma una bella opera di
intrattenimento non scontata, certamente sì.