LE RECENSIONI
a cura di Manuel Sgarella

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Mission Impossible 2

Titolo originale: Mission Impossible: 2
Regia: John Woo
Interpreti: Tom Cruise; Thandie Newton; Dougray Scott; Anthony Hopkins
Sceneggiatura: Robert Towne
Fotografia: Jeffrey L. Kimball
Musica: Hans Zimmer
Produzione:
USA, 2000
Durata: 123’

Un’altra missione impossibile per Ethan Hunt. Questa volta, l’agente speciale al quale in caso di fallimento non verrà riconosciuta la missione, deve fermare un gruppo di terroristi che hanno rubato "chimera", un virus in grado di creare il panico sull’intero pianeta. Ad aiutarlo nell’impresa sarà una ladra professionista, ma il loro rapporto creerà più di una complicazione.

Dopo quattro anni, Tom Cruise torna nei panni del dell’agente spaciale che nel primo film, diretto da Brian De Palma, aveva incassato 420 milioni di dollari in tutto il mondo. L’attore ha fortemente voluto questo seguito (non per niente è uno dei due produttori), ma la lunga lavorazione di Eyes Wide Shut di Kubrick, ha fatto slittare il progetto di tre anni. Dopo il rifiuto di De Palma a firmare il seguito, è stato chiamato l’acclamato John Woo, maestro e reinventore del genere action che vanta nella sua filmografia pietre miliari quali The Killer e Face Off.

L’abbinamento sembra vincente. Ne risulta un film dalle sequenze d’azione spettacolari con colpi di scena che riescono a tenere viva l’attenzione. Ma non solo: vi è un tocco in più rispetto al primo film che è la presenza della storia d’amore tra l’agente e la ladra. La scelta di spostare la trama anche su un lato sentimentale, è stata presa dallo sceneggiatore Robert Towne (vincitore dell’Oscar per Chinatown) che ha scelto di ricalcare, fare una specie di remake, di Notorius di Hitchcoock. Infatti, le sequenze d’azione, unite a questa parte della trama, sono rese ancora più spettacolari, con una sorta di poesia, in perfetto stile John Woo. Ma Thandie Newton, che interpreta la ladra, non entusiasma, è molto carina, ma nulla di più, e Tom Cruise, anche se bravo e molto in forma, non ha certo il carisma di Cary Grant.

L’inizio sulle montagne della Monument Valley e l’inseguimento in moto sono da antologia del genere. John Woo, probabilmente più limitato del solito a causa del controllo del produttore/attore Tom Cruise, non esprime il meglio di sè, ma riesce comunque a confezionare un’opera degna di non essere considerata uno dei tanti action movie.

 

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