LE RECENSIONI
a cura di Manuel Sgarella

miglioverde.jpg (13987 byte)

HOMEVIDEO
SITO UFFICIALE

 

bianco2.gif (812 byte)

Il miglio verde

Titolo originale: The Green Mile
Regia: Frank Darabont
Interpreti:
Tom Hanks; Michael C.Duncan; David Morse; Michael Jeter
Musica: Thomas Newman
Fotografia: David Tattersall
Sceneggiatura: Frank Darabont
Durata: 188’

"L’ultimo miglio": è il tratto finale che percorrono i condannati a morte prima dell’esecuzione.

"Il nostro veniva chiamato Il miglio verde dal colore delle mattonelle che lo costituivano". Così Paul Edgecomb (Tom Hanks) inizia il suo racconto dell’ultima esecuzione da lui supervisionata nel 1935 come secondino del braccio della morte del Coal Mountain Louisiana Penitentiary. John Coffey (Michael Clarke Duncan) è il condannato: un gigantesco nero con l’animo puro e innocente come quello di un bambino, che possiede però poteri miracolosi con i quali assorbe il male e il dolore altrui. La vita dei due, seppur nella loro diversità, sia fisica che di posizione sociale, è destinata a incrociarsi.

Non schierato pro o contro la pena di morte, il film non mira a creare una polemica, ma più semplicemente si pone contro tutta la cattiveria dell’uomo: da quella verbale all’omicidio. Il risultato è forse un’opera melensa e di buoni sentimenti, che a tratti può risultare anche troppo "già vista". Ma questa banalità, che molto spesso viene considerata falsa e pesante e che è dovuta soprattutto alla grezza ingenuità del gigante buono Coffey e al suo sacrificio quasi biblico di redenzione del mondo, è, al contrario, perfettamente in armonia col messaggio di fratellanza e perdono che il film propone.

Tratto dal romanzo omonimo del genio narrativo Stephen King, il quale ha già regalato al cinema storie indimenticabili quali Stand By me e Misery non deve morire, questa trasposizione di Frank Darabont, che nel 1994 aveva ottimamente diretto un altro film carcerario tratto da un racconto di King Le ali della libertà, riesce benissimo a non far pesare le 3 ore e 10’ che sulla carta possono spaventare. E quando un film riesce a non far sentire la propria durata, vuol dire che ottiene perfettamente il suo scopo: portare lo spettatore in un altro mondo: un mondo fantastico nel quale i miracoli sono i buoni sentimenti e non solo le guarigioni.
Nel complesso, anche se non riesce a entusiasmare e far gridare al capolavoro, di certo non delude.

 

bianco1.gif (833 byte) bianco2.gif (812 byte) bianco3.gif (854 byte)