LE RECENSIONI
a cura di Manuel Sgarella

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L'ultimo Samurai

Titolo originale: The Last Samurai
Regia: Edward Zwick
Interpreti: Tom Cruise; Ken Watanabe; Tony Goldwyn; Hiroyuki Sanada; Billy Connolly
Sceneggiatura: Edward Zwick; Marshall Herskovitz; John Logan
Fotografia: John Toll
Musica: Hans Zimmer
Produzione:
USA, 2003
Durata: 144’

È il 1870 e Natan Algren è un militare d'alto grado che si è dedicato all'alcol dopo aver compiuto diverse stragi contro gli indiani d'America. Proprio per la sua fama gli viene affidato l'incarico di andare in Giappone ad addestrare dei contadini all'arte della guerra, con fucili e cannoni. Obiettivo: sconfiggere i rivoltosi Samurai rinnegati dall'imperatore perchè combattono contro l'avanzata culturale dell'occidente in Giappone. Avanzata che costringe gli abitanti a rinnegare la propria cultura e il proprio passato.

Tom Cruise è decisamente un divo hollywoodiano, piace alle donne (giovani e meno giovani) ed è antipatico alla maggior parte degli uomini. Ma non si può dire che non sia bravo. Ogni volta magari è un po' troppo sopra le righe, ma con i film realizzati finora come interprete ha sempre dimostrato un certo coraggio: da Rain Man a Eyes wide shut, da Nato il 4 luglio a Minority Report. In un certo senso anche con il brutto e insulso Vanilla Sky dove ha accettato di rendersi (quasi) irriconoscibile.
Non è da meno con L'ultimo samurai, film che ha il grande pregio di non essere basato totalmente sull'immagine di Tom Cruise, nonostante questa volta vi si ritrovi anche nelle vesti di produttore. A volte, inoltre, ci si dimentica pure di trovarsi di fronte a Tom Cruise, troppo spesso schiavo della sua immagine e delle notizie rosa.

La pellicola è soprattutto un western ambientato in Giappone (è stato girato per lo più in Nuova Zelanda), sia per lo stile del racconto molto epico, sia per la caratterizzazione dei personaggi. Infatti, l'omaggio ai film di frontiera è chiaro fin dal titolo (L'ultimo Apache, L'ultimo eroe del West, e molti altri).
L'ultimo samurai deve molto, però, anche a Balla coi Lupi (soprattutto all'inizio e in tutta la parte dell'apprendimento con i Samurai) e a Braveheart (per tutte le accattivanti e suggestive scene di battaglia).

Inoltre, il regista Edward Zwick, nonostante uno stile piuttosto patinato, riesce a realizzare il suo miglior film dopo Glory - Uomini di gloria interpretato circa 15 anni fa da un grande Denzel Washington. Zwick riesce a mettere in piedi due ore e mezza di puro coinvolgimento, nonostante qualche caduta di stile con una filosofia piuttosto spiccia, con due ore e mezza di azioni e sentimenti.
Particolare attenzione merita il coprotagonista Ken Watanabe nella parte del Samurai Katsumoto: a ogni in quadratura, con un carisma da ammagliante, ruba letteralmente la scena al divo hollywoodiano.

 

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