LE RECENSIONI
a cura di Manuel Sgarella

 

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La tigre e il dragone

Titolo originale: Wo Hu Zang Long
Regia: Ang Lee
Interpreti: Chow Yun-Fat; Zhang Ziyi; Michelle Yeoh; Chen Chang
Sceneggiatura: James Schamus; Kuo Jung Tsai; Hui-Ling Wai
Fotografia: Peter Pau
Musica: Tan Dun; Yo-Yo Ma
Produzione:
Hong Kong, 2000
Durata: 119’

Un non più giovane guerriero in crisi spirituale, decide di abbandonare la sua spada per dedicare la sua vita a quello che ha sempre abbandonato: una donna di cui è da sempre e segretamente innamorato (ma allo stesso modo ricambiato) lo aiuta nella sua impresa. Un’altra coppia, molto giovane e istintiva, invece, vive un amore istintivo, non legato a impedimenti emotivi, bensì a canoni sociali. I destini delle due coppie sono destinati a incrociarsi.

Vicenda cappa e spada cinese dai risvolti romantici, è il grande successo asiatico di quest’anno che sia negli Stati Uniti che in Europa sta spopolando. Film molto riuscito, ma anche molto furbo, La tigre e il dragone miscela quel mistero di cultura orientale (di cui noi conosciamo molto poco), con quel po’ si stereotipi occidentali che possano coinvolgere appieno lo spettatore e così meglio scoprire quel mondo, ai più sconosciuto. Il risultato è un film sui sentimenti e combattimenti di valori ormai persi, un crogiuolo di culture, soprattutto nelle romantiche storie d’amore; un film che ben si appoggia a una storia dove l’amore si intreccia con l’avventura a l’azione: non il film al servizio della spettacolarità dei combattimenti (curati dallo steso coreografo di Matrix), ma la spettacolarità al servizio della storia, che è comunque forte e coinvolgente. A molti alcune soluzioni, sia sceniche che narrative, potranno sembrare un’esagerazione, ma fanno solo parte di quella cultura fantastica a noi sconosciuta.

Il film crea un mondo che lo stesso regista Ang Lee afferma di non sapere se sia esistito verametne, ma che di sicuro fa parte dell’immaginario collettivo orientale, come quello che contraddistingue la giovane e bellissima protagonista Jen.

Non un film americano quindi, girato in Cina in mandarino e costato molto poco, La tigre e il dragone si sta già accaparrando un sacco di premi in tutto il mondo: buone probabilità per gli Oscar che lo vedranno tra i favoriti vista la scarsità della qualità dei film del 2000 (anno definito dalla critica americana, il peggiore della storia del cinema).

Grandiosi e suggestivi i combattimenti, soprattutto quello che si svolge sulle fronde degli alberi che tralascia totalmente l’azione per lasciare libero spazio alla spontaneità e alla poesia della natura che copre, insieme al lungo flashback nel deserto, il vero ruolo della protagonista.

 

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