Una normale famiglia italiana con il padre psicanalista, una moglie
e due figli, un maschio e una femmina. Larmonia familiare è rotta
dal più inquietante degli avvenimenti: la perdita di un figlio.
Un sasso rubato, la paura di accettare la colpa, linstabilità
del non riuscire ad affrontare certi argomenti, fanno della famiglia
protagonista del film lemblema di una normalissima famiglia.
Normale come levento che distrugge la loro vita. Come un piatto
sbeccato nascosto nella dispensa, come una teiera rotta reincollata
alla perfezione, tutto si rompe.
"Chiuderemmo la porta a chiave se sapessimo quando arrivano i
ladri" dice il prete. "Perchè rubare in una casa dove è
tutto rotto?" chiede larrabbiato protagonista; arrabbiato per
limpossibilità di potersi muovere di fronte agli eventi,
arrabbiato per il sordo rumore di una vite che entra nel legno di una
bara, arrabbiato per aver fatto, una domenica mattina come tante
altre, una certa scelta.
Moretti esce dai suoi soliti schemi ironicamente taglienti e
provocatori e realizza una pellicola che non vuole solo raccontare una
storia: come ben pochi hanno saputo fare, La stanza del figlio
non solo racconta il dolore, ma vive nella sofferenza e nella forza
delle persone che hanno di vivere di vivere, di andare avanti, di
essere costretti ad affrontare giorno per giorno una quotidianità che
apparentemente uccide, ma che non capiamo ci rende vivi.
Allesterno della famiglia, un uomo che non riesce a togliersi la
vita, scopre la voglia di vivere nel giorno in cui, in parallelo, un
ragazzo, senza averlo chiesto, viene strappato alla propria famiglia:
giocare a darsi i calci tra motorini, un camion che ti viene incontro,
una gita per mare. Tutto può portare in qualsiasi direzione, lo
viviamo in ogni momento: lo sappiamo, lo vediamo, ma non possiamo mai
dire di essere pronti.
La stanza del figlio non è solo un film: è uno stralcio di
vita che ha percorso, o percorrerà tutti: è uno stralcio che tocca
delle corde che fanno ridere, arrabbiare, piangere, sentirsi inutile,
ma anche a sperare.