LE RECENSIONI
a cura di Manuel Sgarella

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L’apparenza inganna

Titolo originale: Le Placard
Regia: Francis Veber
Interpreti: Daniel Auteuil; Gerard Depardieu; Michel Aumont; Jean Rochefort
Sceneggiatura: Francis Veber
Fotografia: Luciano Tovoli
Musica: Vladimir Cosma
Produzione:
Francia, 2001
Durata: 84’

Pignon è un impiegato contabile di una ditta di caucciù specializzata nella produzione di preservativi. É un tipo anonimo, come tanti. In seguito a una grave crisi finanziaria, Pignon è inserito nell’elenco del personale da licenziare. Per evitare che accada ciò, sotto consiglio di un anziano e singolare vicino, si finge gay: l’azienda non potrà così compiere un’azione politicamente scorretta come quella di licenziare un omosessuale.

L’argomento era molto delicato e il confine con la volgarità era molto labile. Ma il regista Francis Veber, che già aveva scritto e diretto La cena dei cretini, riesce bene a toccare la corde giuste senza mai cadere nel ridicolo o nella macchietta. L’apparenza inganna vuole così mettere in ridicolo non solo le persone che si chiudono dentro un clichè e fanno fatica a cambiare, ma vuole proprio portare all’attenzione il tema della realtà vissuta come gli altri la vedono.

Un normale impiegato, lasciato dalla moglie e con un figlio diciassettenne che lo considera una nullità, non ha alcun segno caratteriale che lo contraddistingue dagli altri. Ma il primo a credere e convincersi di ciò è proprio lui. Questo comporta che gli altri lo vedano come tale. Infatti, Pignon non fa altro che far sapere che è gay; non si atteggia da omosessuale, ma tutti pensano semplicemente che lo sia. Pignon non ha cambiato nulla nel suo atteggiamento, e questa voce sul suo conto basta perché tutti comincino ad accorgersi che esiste. Persino il figlio lo vede come un eroe.

Il cinema francese degli ultimi anni, insieme a quello inglese, è quello con le idee più fresche e originali. Non solo nel campo dei film cosiddetti impegnati (come il bellissimo La vita sognata degli angeli di Zonca), ma anche nei kolossal (come Il Patto dei Lupi) o nelle semplici commedie, quasi sempre con idee forti e intelligenti che vogliono far pensare, e non solo deridere. L’apparenza inganna rientra in questa categoria: estremizzando molto i concetti, è un film comico molto più attuale di quanto sembri.

 

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