La
passione di Cristo
Titolo originale: The
passion of the Christ
Regia: Mel Gibson
Interpreti: James Caviezel, Maia Morgenstern, Monica Bellucci,
Sergio Rubini, Claudia Gerini, Rosalinda Celentano
Sceneggiatura: Benedict Fitzgerald, Mel Gibson
Fotografia: Caleb Deschanel
Musica: John Debney
Produzione: USA, 2003
Durata: 126 |
Il film sta incassando cifre da
capogiro in tutto il mondo. Merito di un ottimo film o di un'astuta
operazione commerciale? Sicuramente il marketing e le polemiche
(naturali o provocate) hanno fatto la loro parte, soprattutto nel
creare una grande aspettativa nello spettatore. Ma non si tratta di
solo fumo in questa nuova lettura della "passione".
Il regista Mel Gibson, integralista religioso che rifiuta il concilio
vaticano secondo, ha dato vita a un'opera unica nel suo genere in cui
rilegge i vangeli, ufficiali e apocrifi, secondo una visione personale
e comunque storica.
Nessuno finora aveva rappresentato con
tanta crudezza le ultime dodici ore della vita di Gesù. Secondo
l'autore si tratta di verità storiche. Secondo la maggior parte della
critica, Gibson ha dimenticato la parte spirituale del storia di Gesù,
favorendo di un sensazionalismo gratuito. Ma Mel Gibson è riuscito a
mettere in scena una violenza non gratuita, senza la quale il film non
avrebbe alcuna ragione di esistere.
Arrivare a una rappresentazione estrema della violenza era l'obiettivo
primario di Gibson. Nello spettatore si genera quasi un rifiuto, lo
stesso che, durante la via crucis, trasforma il sentimento dei
presenti da odio in pietà. Violenza che sembra impossibile possa
subire un uomo, ma che invece non fa altro che sottolineare quanto sia
grande il mistero della fede.
Intendiamoci, La passione di cristo,
non è un capolavoro. I punti di domanda sono molti (dalle visioni
horror forse troppo gratuite, a una lettura del diavolo banale e
troppo stereotipata), ma sicuramente non si può dire che sia un film
buttato lì solo per far soldi.
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