LE RECENSIONI
a cura di Manuel Sgarella

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La maledizione della prima luna

Titolo originale: Pirates of the caribbean: the curse of the black pearl
Regia: Gore Verbinski
Interpreti: Johnny Deep; Orlando Bloom; Geoffrey Rush; Keira Knightley
Sceneggiatura: Ted Elliot; Terry Rossio
Fotografia: Dariusz Wolski
Musica: Klaus Badelt
Produzione:
USA, 2003
Durata: 145’

Jack Sparrow è un pirata solitario a cui un altro pirata, Barbossa, ha rubato la nave considerata il terrore dei sette mari: la Perla Nera. Ma il temibile pirata e il suo equipaggio sono diventati vittima di una maledizione che può essere spezzata solo con il sangue di Will Turner, il figlio di un altro pirata che tentò di fermare Barbossa. Ed è proprio il solitario Sparrow che trova Turner e lo usa per rientrare in possesso della sua nave. Ma la maledizione incombe...

Non morti, pirati, storia d'amore, ironia, cappa e spada. C'è di tutto in questo film di due ore e 25 minuti. Un minestrone macina-soldi ispirato a una giostra di Disneyland che, grazie a questo film, avrà ancora più successo. La maledizione della prima luna, pur essendo un prodotto commerciale, riesce nel proprio intento di riportare in auge i film sui pirati (è già in cantiere un sequel). Ma l'obiettivo è ancora più centrato se si pensa che il film non annoia, anzi diverte e coinvolge. 

Questa produzione Disney, la prima della storia della casa di produzione vietata ai minori di 14 anni se non accompagnati, è riuscita a miscelare la giusta quantità di ingredienti necessari al successo: azione (nonostante Jerry Bruckheimer sia lo stesso di Armageddon non c'è un montaggio da svenimento), amore (una coppia di quelle moderne che tanto piacciono ai ragazzi), regia (di buon mestiere: Gore Verbinski è lo stesso di The Ring), star in ascesa (Orlando Bloom è Legolas ne Il signore degli anelli, qui imita molto Errol Flynn).

Ma il vero punto di forza è l'attore Johnny Deep, tornato a un successo planetario ai livelli di Edward Mani di Forbice. La qualità del film non è certo la stessa, ma il suo apporto al film è decisivo grazie alla creazione di un personaggio (è lui il vero protagonista del film) decisamente sopra le righe, ma irresistibile e affascinante come solo Deep sa fare. L'attore ha basato la proprio recitazione sul Keith Richards, sia nelle movenze che nella dizione. Un vero successo e il divertimento è assicurato, soprattutto se in scena c'è Johnny Deep.

 

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