LE RECENSIONI
a cura di Manuel Sgarella

 

 

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La lingua del Santo

Titolo originale: La lingua del Santo
Regia: Carlo Mazzacurati
Interpreti: Fabrizio Bentivoglio; Antonio Albanese; Isabella Ferrari; Ivano Morescotti; Marco Paolini.
Sceneggiatura: Carlo Mazzacurati; Franco Bernini; Marco Pettenello; Umberto Contarello
Fotografia: Alessandro Pesci
Musiche:
Ivano Fossati
Produzione:
ITALIA, 2000
Durata: 110’

Antonio e Willy, detto Alain Delon, sono due perdenti che, per tirare avanti, si mettono a fare piccoli furti nei negozietti, considerando le rapine in banca per "gente più furba". Questo fino a quando, accidentalmente non rubano un’importante reliquia religiosa: la lingua di Sant’Anotonio. Dopo aver compreso la reale importanza del loro colpo decidono di chiedere un riscatto direttamente alla Chiesa.

Carlo Mazzacurati realizza un altro film incentrato sul suo argomento preferito: la fuga di due amici, il loro percorso, il oro crescere insieme. Antonio Albanese (dichiarato "il pioniere della nuova comicità italiana") e Fabrizio Bentivoglio ci regalano due personaggi perfetti, entrati in sintonia e totalmente integrati nella storia: il ladro esperto e sfigato e il bello maturo lasciato dalla moglie dopo 23 anni di matrimonio. Questo connubio è la forza sia comica che tragica del film.

Eppure, anche se con una bella fotografia, con dei bellissimi paesaggi che fanno anche da contorno narrativo e non solo visivo, il film stenta leggermente a decollare. Non lascia il segno come avrebbe potuto, visto la bella storia e i bravi interpreti: manca di quel coinvolgimento emotivo necessario a fare sì che il film rimanga impresso.

Il regista, già autore del bel Il toro e Vesna va veloce, rimane comunque uno dei pochi nuovi autori italiani capaci di combinare la semplicità con il buon cinema, caratteristica negli ultimi anni piuttosto dimenticata dai giovani autori che si credono un po’ troppo impegnati. Mazzacurati riesce invece a raccontare la vita dei suoi protagonisti senza patetismi, dando loro un obiettivo senza voler solamente raccontare il loro esistenzialismo.

Non banale, il film riesce a stupire, far ridere, ed anche un po’ commuovere. Merito di un cast perfetto che vede brillare pure la bellissima Isabella Ferrari e il sempre più bravo Ivano Morescotti; assolutamente da non perdere Marco "Vajont" Paolini nella parte di Sant’Antonio senza lingua.

 

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