Kill
Bill - Vol. 1 e Vol. 2
Titolo originale: Kill
Bill
Regia: Quentin Tarantino
Interpreti: Uma Thurman, David Carradine, Michael Madsen,
Daryl Hannah, Lucy Liu
Sceneggiatura: Quentin Tarantino
Fotografia: Robert Richardson
Musica: Rza Lars Ulrich
Produzione: USA, 2003
Durata: 94 |
Sangue e vendetta. Un binomio caro a
Quentin Tarantino, uno degli ultimi autori intelligenti del cinema
americano, un regista capace di confezionare un film omaggio/fotocopia
ai film anni '70 e creare un successo di critica e pubblico. La storia
è quella di una sposa che nella vita è sempre stata un killer al
servizio del perfido padre/amante Bill, ma che scoprendo di essere
incinta decide di cambiare vita e sposarsi con un giovanotto per bene.
Ma Bill, dopo che lei è fuggita, la ritrova, fa una strage e la
lascia in coma dopo averle sparato. Lei si risveglia dal coma, e qui
inizia il lungo film della durata di oltre tre ore, tutto incentrato
al compimento della vendetta della sposa, decisa a uccidere tutti i
killer che hanno partecipato a quella strage, soprattutto il capo Bill.
Se il primo capitolo della saga è
quello più sanguinolento, meno parlato e anche più originale, il
secondo volume è più parlato, più filosofico ed anche più umano.
Nella prima parte la mano di Tarantino spinge l'acceleratore sulla
violenza e sulle sue rappresentazioni, arrivando a toccare un
irrealtà tale (si pensi alla strage finale o al cartone animato) da
distaccare totalmente lo spettatore dalla visione del sangue. Nella
seconda parte vi sono invece maggiori ricordi e soprattutto dialoghi
da manuale con due monologhi (quelli di Bill) che rientrano pienamente
nello stile del regista americano.
La storia non è certo delle più
originali, ma è anche vero che ormai al cinema si raccontano sempre
le stesse storie con diversi nomi dei protagonisti. Quello che fa di Kill
Bill un film che non sarà facilmente dimenticato è la confezione
studiata al fotogramma, dalla colonna sonora alle scarpe della
protagonista (con la scritta sulla suola "uccidere bill").
Confezione che ha fatto di tutte le opere targate Tarantino oggetti di
studio per tutti i futuri registi e sceneggiatori, da Le iene fino
ad arrivare al sottovalutato Jackie Brown.
Con Kill Bill Tarantino non crea
un capolavoro e ne è consapevole, ma utilizza tutti i clichè del
cinema di oggi, che hanno generato il cosiddetto cinema postmoderno, e
ne confeziona una pellicola caposaldo. Oltre la violenza c'è altro e
vedere una semplice storia di vendetta è limitativo. C'è tutto
quello che è importante oggi: indifferenza ed egoismo scambiati per
amore.
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