LE RECENSIONI
a cura di Manuel Sgarella

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I perfetti innamorati

Titolo originale: American Sweethearts
Regia: Joe Roth
Interpreti: Julia Roberts; Billy Crystal; John Cusack; Catherine Zeta Jones; Stanley Tucci
Sceneggiatura: Billy Crystal; Peter Tolan
Fotografia: Phedon Papamichael
Musica:
James Newton Howard
Produzione:
Usa, 2001
Durata:
100’

Gwen Harrison e Eddie Thomas sono la coppia perfetta di Hollywood, sia professionalmente, sia nella vita privata. Ma il sodalizio dei due finisce quando lei inizia a frequentare un focoso spagnolo. Il produttore dell’ultimo film dei due attori, assume quindi uno speciale addetto stampa che dovrà far sembrare all’opinione pubblica che i due si amano ancora e che vogliono tornare insieme. Scopo: un maggior incasso al botteghino.

Una satira su Hollywood e tutto il mondo cinematografico, non delle più cattive, ma certamente anticonvenzionale rispetto alla normale produzione cinematografica americana. Che I perfetti innamorati non sia un prodotto indipendente è dato per scontato, soprattutto per il calibro della gente che ci ha lavorato, ma è sicuro che la pellicola non rispetta i normali criteri dell’attuale modo di fare cinema: battute esilaranti, tempi perfetti, un copione da manuale, una "leggera" regia asservita alla storia, sono elementi che fanno più ricordare le belle commedie hollywoodiane degli anni quaranta.

Il successo del film lo si deve soprattutto a una bella sceneggiature scritta da uno degli attori comici più genuini degli ultimi anni. Billy Crystal, nato in quella palestra comica che era il Saturday Night, da anni lavora con successo a Hollywood, alternandosi in diversi ruoli: attore di belle commedie diventate classici (Harry ti presento Sally), presentatore della notte degli Oscar, di cui ha curato parecchie edizioni, e sceneggiatore. Suo infatti anche il bel Scappo dalla città, la vita l’amore e le vacche.

Crystal ha scritto anche I perfetti innamorati, e l’originalità e la finezza di molte battute danno per assodato che sia uno dei più grandi comici attualmente sulla piazza americana. Quello che più colpisce nel film non è tanto il calibro degli attori, ma proprio le battute comiche e la costruzione dei personaggi. I due protagonisti sono la personificazione, a detta dello stesso sceneggiatore, di quello che oggi è Hollywood: film fatti sugli attori e che hanno successo grazie alla vita privata degli stessi; incontri con la stampa in serie come neanche una catena di montaggio saprebbe fare; produttori disposti a tutto pur di rientrare nei costi.

Il cast all star è pienamente in parte, soprattutto il sempre più bravo John Cusack, icona del cinema indipendente e sicuro marchio di qualità per la scelta di un film da vedere.

 

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